Cosa non piace all’Australia del nuovo accordo con l’UE

Il 98% dei dazi è stato eliminato, ma per alcuni settori dell'agroalimentare australiano, l'accordo commerciale con l'UE potrebbe essere un problema.

Cosa non piace all’Australia del nuovo accordo con l’UE

Il mondo cerca attrezzarsi per trovare nuovi mercati in risposta all’atteggiamento erratico di Donald Trump sui dazi, così, dopo otto anni di intensi negoziati, l’Australia ha raggiunto un accordo di libero scambio con l’Unione Europea, aprendo nuove opportunità per gli esportatori australiani verso un mercato di 450 milioni di consumatori. L’intesa, annunciata il 24 marzo 2026 dal Primo Ministro Anthony Albanese e dalla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, comporterà l’eliminazione dei dazi per il 98% del valore attuale delle esportazioni australiane verso l’UE.

Un accordo che ha suscitato reazioni positive da entrambe le parti in causa, eppure nel settore agroalimentare australiano ci sono diverse perplessità.

L’ottimismo condiviso tra UE e Australia

vigne australia canguro

Il Ministro per il Commercio e il Turismo, Don Farrell, ha sottolineato l’importanza economica dell’operazione: “La rimozione delle tariffe dell’UE sulla maggior parte delle esportazioni australiane offre agli esportatori australiani l’opportunità di diversificare il commercio con 27 paesi europei e 450 milioni di consumatori”.

Farrel è decisamente ottimista: “Questo è un accordo strategicamente importante ed economicamente prezioso in un momento in cui gli esportatori australiani stanno navigando in acque commerciali agitate. Più scambi, con più partner commerciali, significano maggiore sicurezza della catena di approvvigionamento, più posti di lavoro ben retribuiti, prezzi più bassi e più reddito nazionale per costruire strutture come cliniche di pronto intervento e migliorare i servizi governativi”.

Cosa cambierà per il Prosecco australiano e brasiliano (che esiste e vende pure bene) Cosa cambierà per il Prosecco australiano e brasiliano (che esiste e vende pure bene)

Anche il settore imprenditoriale ha accolto con favore la notizia attraverso Bran Black, amministratore delegato del Business Council of Australia: “Con un posto di lavoro australiano su quattro che dipende dal commercio, continuare a costruire su quel successo è fondamentale per stimolare la crescita, gli investimenti e migliori standard di vita per tutti gli australiani. Per le imprese australiane di tutte le dimensioni, ciò significa meno barriere, costi inferiori e più clienti, rendendo più facile esportare, investire, scalare e collaborare nelle catene di approvvigionamento globali”.

Cosa non va secondo l’agroalimentare australiano

australia campi

Nonostante l’ottimismo governativo, l’accordo ha sollevato forti critiche nel settore agroalimentare australiano, in particolare per quanto riguarda le indicazioni geografiche (IG) e l’accesso al mercato della carne. Sebbene il governo federale sostenga di aver protetto l’uso di termini come parmesan e prosecco, l’accordo tutela 165 indicazioni geografiche alimentari europee e oltre 1800 tra vini e alcolici, limitando l’uso di certi nomi per i produttori australiani.

Il settore della carne è tra i più insoddisfatti, con la Meat & Livestock Australia che ha definito l’intesa come il peggior accordo di libero scambio di sempre per l’industria della carne rossa australiana. Tim Ryan, CEO dell’Australian Meat Industry Council, ha aspramente criticato i termini raggiunti: “Quando si tratta di carne rossa, il pacchetto finale blocca e consolida lo squilibrio di accesso di lunga data affrontato dagli esportatori australiani verso l’UE. Siamo stati chiari sul fatto che questo accordo rappresentasse un’opportunità unica in una generazione per resettare l’accesso della carne rossa nell’UE in un modo che avrebbe modellato il commercio per i decenni a venire. Questo risultato non riflette il contributo del settore della carne rossa all’economia o al profilo delle esportazioni dell’Australia”.

È un ristorante italiano la prima azienda sanzionata dalle nuove leggi sull’immigrazione australiane È un ristorante italiano la prima azienda sanzionata dalle nuove leggi sull’immigrazione australiane

Dal canto suo, la Commissione Europea ha sottolineato attraverso un comunicato come l’accordo bilanci le aperture commerciali con la protezione dei propri produttori: “Per i settori agricoli sensibili come la carne bovina, ovina e caprina, lo zucchero, alcuni prodotti lattiero-caseari e il riso, l’accordo consentirà importazioni a tariffa zero o ridotta dall’Australia solo in quantità limitate, attraverso quote tariffarie attentamente calibrate”. La Commissione ha inoltre specificato che “L’accordo include un meccanismo di salvaguardia bilaterale che consente all’UE di adottare misure per proteggere i prodotti europei sensibili e i loro produttori nell’improbabile eventualità di un aumento delle importazioni dall’Australia che causi danni al mercato dell’UE”.

L’accordo, che include anche una nuova partnership per la sicurezza e la difesa, passerà ora attraverso i processi di verifica legale e traduzione nelle 24 lingue ufficiali dell’UE prima della firma definitiva, prevista tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. Mentre i consumatori australiani potranno beneficiare di prezzi più bassi su prodotti d’importazione come vini e formaggi europei, i produttori locali di articoli ora protetti dovranno affrontare una fase di adattamento potenzialmente difficile.