di Nunzia Clemente 5 Novembre 2017

Panico in Francia: il burro sta per finire.

Vi avevamo già detto della scarsità di burro che attanaglia la Francia, ma ora, a ridosso delle festività natalizie, con l’inevitabile codazzo di dolci e relativo consumo di burro, la carenza sta assumendo contorni preoccupanti.

Il costo del burro è cresciuto del 92%, in Francia temono la catastrofe croissant.

I francesi sono i primi consumatori di burro in Europa, con 8 chili a testa ogni anno, e soprattutto sono grandi mangiatori di croissant, che devono la proverbiale fragranza proprio all’elevato contenuto di burro.

La crisi deriva sia da un aumento della domanda da parte di Cina, Egitto, Messico o Giappone, paesi dove finora il burro, soprattutto per i dolci, veniva poco utilizzato, e dove solo di recente è stato individuato come ingrediente pregiato.

Bisogna poi considerare una generale rivalutazione del burro, oggi reputato più salutare rispetto ai grassi con cui in era stato in passato sostituito, primo fra tutti la margarina.

Un concomitante e sostanzioso calo della produzione di latte ha fatto sì che in Francia il prezzo del burro sia raddoppiato nell’ultimo anno, arrivando a 7 dollari al chilo.

Anche se buona parte dei consumatori francesi non se n’è accorta, visto che i diversi supermercati stabiliscono i prezzi una volta all’anno. Ma ciò significa che oggi i produttori di burro spuntano margini di guadagno più ampi non vendendo ad altri clienti, rispetto ai supermercati, specie all’estero.

Infine, non sono pochi i francesi che, spaventati dalle notizie che leggono sui giornali, hanno fretta di acquistare il burro e di congelarlo, assottigliando ulteriormente le scorte dei supermercati.

 

[Crediti: Bloomberg, Dissapore]

commenti (7)

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  1. Avatar Marco Pruner ha detto:

    Vero che la campagna di demonizzazione dell’olio di palma sapientemente guidata, non ha alcuna influenza?

  2. Avatar MAurizio ha detto:

    Burro con prezzo raddoppiato fino a 7 dollari al kg (ovvero meno di 6 euro) ? E che burro era ? Da noi un burro qualunque in panetto da 250 g costa intorno ai 2-2,5 euro, ovvero 8-10 euro al kg con prezzi piu’ o meno stabili rispetto allo scorso anno

    1. Avatar Paolo ha detto:

      @Maurizio: credo (l’autrice potrà smentirmi) che non si parli di prezzo al dettaglio, ma alla produzione. Mancano quindi i margini.
      I prezzi al dettaglio, in Italia, non sono esattamente stabili; lo stesso per i prezzi alla produzione (o all’ingrosso). Vi sono un paio di consorzi lattiero-caseari di grande fama (marche per la GdO) che grazie all’aumento del prezzo del burro stano sistemando i proprio conti, mostrando finalmente profitti dopo anni di sofferenza.
      Puoi verificare ad es. su https://www.clal.it/?section=burro_milano

    2. Avatar lorenzo ha detto:

      direi che si parla di prezzo (medio) all’ingrosso.

  3. Avatar ROSGALUS ha detto:

    In provincia di Parma e di Reggio Emilia un buon burro – lasciando stare la GDO – prodotto ed acquistato direttamente nei caseifici costa, mediamente, otto euro il chilogrammo.
    Non mi pare che ci siano state lievitazioni consistenti nel prezzo negli ultimi mesi, nonostante la crisi Francese.
    Crisi francese che dipende dal grande aumento nel consumo di burro in alcuni Paesi come l’India.
    In India ad esempio Bauli ha costruito un grande stabilimento capace di sfornare 12 mila tonnellate di croissant all’anno.

  4. Avatar Orval87 ha detto:

    Questa è una storia che sta venendo ingigantita, non so chi ci sia dietro e nemmeno il motivo.
    Fonti personali mi dicono che in Francia la situazione non è tragica come scrivono in giro e sugli scaffali il burro non manca.

  5. Avatar Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena ha detto:

    “Non hanno più burro ? Che mangino margarina ! ” (Tra l’altro, inventata da un francese)