di Marco Locatelli 4 Dicembre 2020

Da sempre considerata come una delle patrie della gastronomia italiana e internazionale, Bologna – e nello specifico la sua cultura gastronomica – si candida come patrimonio immateriale Unesco.

L’iniziativa è stata presentata in video conferenza il 2 dicembre con la partecipazione di Andrea Segrè, responsabile scientifico del progetto (Università di Bologna), e il capo di Gabinetto della Città metropolitana Giuseppe De Biasi (coordinatore del progetto).

Uno dei significati di questa candidatura – oltre ovviamente al prestigio del riconoscimento – è la lotta alla contraffazione del Made in Italy che crea un “danno notevole all’economia regionale – ha detto De Biasi – quindi questa candidatura significa intervenire in maniera efficace su questa problematica, consentendo ai consumatori di difendersi dalle contraffazioni“.

Prima di poter vedere tortellini, mortadella, ragù e tutte le altre prelibatezze bolognesi ci sarà però da attendere. La domanda di iscrizione sarà inviata, entro la fine di marzo 2021, alla Tentative List del ministero dei Beni Culturali per la sezione “Patrimonio Culturale Immateriale”.

Poi, entro marzo 2022, a Parigi, il consiglio direttivo della CNIU – Segretario Generale della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco deciderà se prendere o meno in considerazione la proposta.

FONTE: BOLOGNA TODAY

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