di Nunzia Clemente 31 Marzo 2017
prosciutto parma

Per ora si  tratta soltanto di ipotesi (aggiornamento: Trump in realtà ha appena firmato due ordini esecutivi) ma fanno discutere i dazi “punitivi” –pari al 100% del valore del prodotto– che Trump e gli Stati Uniti stanno valutando di introdurre nei confronti delle importazioni di circa novanta prodotti europei, come riferisce il Wall Street Journal.

Il provvedimento sarebbe una sorta di “ritorsione” contro la mancata importazione in Europa dei quantitativi di carni americane NON trattate con ormoni, stabiliti nel 2009 con uno specifico accordo tra Stati Uniti e Unione Europea.

Per quanto a oggi soltanto ventilata dal quotidiano americano, l’ipotesi ha causato una generale levata di scudi, con tanto di ribasso dei titoli delle società in teoria più toccate dai dazi.

Ma è davvero  così?

La questione  in realtà ha origini lontane: nel 1996, durante l’amministrazione Clinton, gli Stati Uniti trascinano l’Europa di fronte al WTO  (World trade organization) a causa del bando europeo sulle importazioni di carni USA provenienti da capi alimentati con ormoni, proibiti in Europa.

Due anni dopo, nel 1998, il WTO sanziona il bando europeo contro l’importazione di carne bovina americana, con o senza ormoni.

Nel 2009, Stati Uniti e Ue si accordano per importare in Europa determinati quantitativi di carne americana priva di ormoni, accordo a cui l’Europa non ha mai ottemperato.

Da qui l’attuale “ritorsione” USA, anche se, occorre specificarlo, gli USA non potrebbero imporre i super-dazi su ogni bene a loro piacimento, ma soltanto, come stabilisce il WTO, su importazioni per un totale di 116,8 milioni di dollari, cioè lo stesso valore del danno subito con il bando Ue sulle carni americane.

Considerato che nel 2016 il totale delle esportazioni UE verso gli USA è stato di circa 360 miliardi di dollari, di cui circa 3,7 miliardi nel settore alimentare,  è evidente come 116, 8 milioni di dollari rappresentino un valore simbolico.

I PRODOTTI COLPITI

Molti sono riconducibili a specialità o marchi europei, come ad esempio le moto leggere, che hanno subito fatto pensare alla Vespa Piaggio così  come alle svedesi Husqvarna e alle austriache Ktm.

Nel settore alimentare si parla invece di Roquefort, noto formaggio francese simile al Gorgonzola, l’acqua minerale Perrier e Sanpellegrino (di proprietà Nestlè), e anche di prodotti ricollegabili a specialità europee per quanto non collegati a un marchio specifico, come foie gras, salsicce, salumi, pomodori e cioccolato.

PROSCIUTTI E SALUMI

Tra i cibi a rischio super-dazio ci sarebbero salumi e prosciutti. E l’Italia, con specialità come i prosciutti di Parma, il San Daniele, cotechini e mortadella di Bologna, sarebbe tra i Paesi Ue più colpiti dal provvedimento americano.

ACQUA, VINO E SUCCHI DI FRUTTA

L’acqua minerale San Pellegrino, della multinazionale Nestlè, è molto consumata negli USA, così come la francese Perrier. I prezzi di queste due acque sono già abbastanza elevati negli USA, e un ulteriore rincaro non potrebbe che penalizzarle.

Ci sarebbero anche i succhi di frutti tra i prodotti colpiti, come era già successo dal 1999 al 2011.

Semaforo verde invece per il vino, non individuato tra i prodotti della lista. Le esportazioni di vino europeo negli USA, pari a oltre un miliardo di dollari all’anno, non dovrebbero quindi avere contraccolpi negativi, in caso di applicazione dei dazi.

CIOCCOLATO

Tempi duri per gli amanti del cioccolato europeo negli USA: nella lista della discordia ci sarebbero cioccolato e tutti i preparati a base di cacao, in ogni forma, del peso inferiore ai due chili. Le esportazioni di cioccolato italiano nel mondo valgono circa 665 milioni di euro l’anno, ma a essere colpiti, oltre all’Italia, sarebbero altri Paesi europei quali Francia, Germania e Belgio.

POMODORI

Se, come sembra, i dazi riguardassero  anche i pomodori, sia interi che lavorati e trattati, vale a dire sotto forma di salse o passate, l’Italia sarebbe sicuramente  tra i Paesi più danneggiati dell’Unione europea.

CHEWING GUM E MARMELLATE DI MIRTILLI ROSSI E LAMPONI

Anche questi due generi alimentari sarebbero nella lista dei prodotti europei a cui applicare i super dazi. Evidentemente, le nostre marmellate sono riconosciute negli USA come vere e proprie specialità. Solo però quelle di mirtilli rossi e lamponi. Le altre, invece, continuerebbero a circolare liberamente assieme ai chewing gum: forse perché troppo impopolare tassare i “cicles” proprio nel Paese dove più sono consumati.

Dazi, protezionismi e chiusure che potrebbero rappresentare un freno allo sviluppo, nel linguaggio guardingo del primo ministro Gentiloni, più che il “mezzo disastro” preannunciato da Luca Colombo, responsabile italiano di Facebook.

E comunque, alla fine, si tratterebbe del  classico pan per focaccia. O meglio, in questo caso, manzo americano per prosciutto San Daniele

[Crediti: Wall Street Journal,  Il Sole24 Ore, Il Giornale, Il Corriere, Repubblica]