di Marco Locatelli 10 Gennaio 2020
Vino rosso

Un anno che si preannuncia decisamente tragico per il vino italiano ed europeo. I dazi americani sul valore di ingresso delle bottiglie potrebbero infatti raggiungere il temuto 100%, stando alla recente decisione del governo Trump del 12 dicembre scorso scaturita dalla diatriba con la Francia dopo il duro colpo a formaggi e Champagne.

La decisione finale arriverà il 13 gennaio, ma già da prima di Natale diversi importatori a stelle e strisce hanno deciso di bloccare gli ordini dalle cantine italiane. Un primo innalzamento del 25% ai prezzi di oltre 100 prodotti europei era già stato applicato lo scorso ottobre, ma in Italia sono stati colpiti solo i formaggi.

In Italia, ancora non sono state prese (forti) posizioni ufficiali da parte degli organi competenti. Per ora l’unica azione degna di nota è una raccolta firme su change.org lanciata dai vignaioli, uniti nella Fivi, la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, che scrivono nella loro petizione:

“Siamo 200 vignaioli di tutta Italia e abbiamo scritto e firmato un grido di aiuto: l’aumento dei dazi americani sul vino proveniente dall’UE sarà una catastrofe senza precedenti.

Il mondo del vino sarà sconvolto: dalle vigne ai ristoranti dove i vini vengono distribuiti e serviti da centinaia di piccole e medie imprese. Questo non è giusto, perché le dispute tra UE e USA nulla hanno a che vedere con il mondo del vino e sopratutto perché mai, nella storia, guerre commerciali a colpi di dazi hanno portato progresso, prosperità e pace.

Sostieni la nostra richiesta al Ministro dell’Agricoltura della Repubblica Italiana e al Commissario all’Agricoltura dell’Unione Europea di farsi carico del problema che non ha precedenti ed è senza eguali, per pericolosità e conseguenze negative”.

Un grido di aiuto che finora ha raccolto circa 6 mila firma e indirizzato al Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, al Commissario dell’unione Europea per l’Agricoltura Janusz Wojciechowski e al presidente del Parlamento Europeo David Sassoli.