di Elisa Erriu 7 Novembre 2020
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Dopo numerose richieste, è stato approvato il nuovo Decreto Ristori bis: ecco che cosa prevede e tutte le novità.

Rispetto al precedente provvedimento, il nuovo Decreto Ristori bis mette in campo ulteriori contributi a fondo perduto, soprattutto per le attività commerciali presenti nelle Regioni rosse e arancioni. Sostanzialmente, il nuovo Decreto disporrà di  due miliardi per sostenere tutte le attività sospese dall’ultimo Dpcm.

Nel dettaglio: il nuovo Decreto Ristori bis prevede alcune misure già presenti nei precedenti decreti, come il credito d’imposta sugli affitti commerciali, che garantiva uno sconto sulle imposte pari al 60% dei canoni di affitto degli immobili ad uso non abitativo e del 30% dei canoni per affitto d’azienda. Adesso, con le nuove disposizioni, lo sconto sarà esteso, prevedendo un credito d’imposta cedibile al proprietario dell’immobile locato pari al 60% dell’affitto, per ciascuno dei mesi di ottobre, novembre e dicembre.

Oltre all’estensione dei crediti d’imposta, è previsto che l’indennizzo del primo decreto Ristori venga aumentato dal 150% al 200%. L’importo minimo dovrebbe essere di 2 mila euro per le persone fisiche e di 4 mila euro per le piccole imprese. E anche questa volta fino a un massimo di 150 mila euro. Non ci sarà, invece, il tetto di fatturato per avere diritto al bonus, che nel dl Rilancio era stato fissato a 5 milioni di euro.

Inoltre il nuovo provvedimento dispone anche ulteriori aiuti fiscali e contributivi: sono infatti sospese le ritenute e i pagamenti Iva di Novembre per tutte le attività nelle zone rosse, ovvero Valle d’Aosta, Lombardia, Piemonte e Calabria, dove viene tolta anche la seconda rata Imu. Per i contribuenti Isa (Indici sintetici di affidabilità) nelle zone rosse slitta al 31 aprile 2021 l’acconto Ires e Irap, indipendentemente dal calo del fatturato e verranno rifinanziati i congedi parentali al 50% per i lavoratori con i figli costretti alla didattica a distanza.

Per le attività nelle zone rosse e arancioni saranno sospesi i contributi previdenziali per due mesi, nelle zone gialle per uno. Sempre per le zone gialle, anche per loro saranno posticipate le ritenute e i pagamenti Iva, ma solo per le attività chiuse.

Il Decreto Ristori bis, che dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri verrà trasformato in un emendamento al primo decreto Ristori, contiene anche un fondo per far fronte a variazioni della platea legate al possibile ingresso di altre Regioni nella zona rossa. E oltre all’ipotetico ampliamento geografico, è sicuro l’ampliamento delle categorie (codici Ateco) già ammesse ai primi indennizzi. Dentro ci dovrebbero essere, ora, oltre a bar, ristoranti: centri estetici, negozi di abbigliamento, pizzerie al taglio, i centri commerciali chiusi nel weekend, bus turistici, musei e biblioteche, comparto cerimonie, fotografi, operatori turistici, lavanderie industriali, interpreti, zoo. Saranno previsti indennizzi settori che spaziano dagli elettrodomestici fino ai sexy shop, dagli ambulanti ai dog sitter e baby sitter, dalla filiera agricola fino alle guide alpine.

I nuovi ristori saranno gestiti, come col precedente Decreto Ristori, dall’Agenzia delle entrate, che invierà i bonifici in automatico alle imprese già registrate perché già beneficiarie dei primi indennizzi. In questo caso, il pagamento dovrebbe avvenire in 15 giorni. Le aziende che invece chiederanno per la prima volta questi contributi dovranno aspettare un po’ di più, ma l’obiettivo dichiarato dal governo è di far arrivare loro i soldi entro la fine dell’anno.

[ Fonte: La Repubblica ]

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