di Valentina Dirindin 29 Ottobre 2020
Ristoranti

È stato firmato da Sergio Mattarella e pubblicato in un’edizione straordinaria della Gazzetta ufficiale il Decreto-legge 28 ottobre 2020, il cosiddetto “Decreto Ristori”, contenente gli aiuti alle fasce più colpite dalle restrizioni dell’ultimo DPCM. Ecco cosa prevede, in particolare, per il settore dei ristoranti, penalizzato in queste settimane dall’obbligo di chiusura anticipata alle 18.

I contributi a fondo perduto: le fasce

In tutto, sono 53 le categorie con codici ATECO autorizzate a ottenere i contributi a fondo perduto. I contributi alle imprese verranno definiti sulla base di quattro fasce di categorie professionali individuate dal Governo: a ognuna di loro andrà una percentuale diversa di aiuti. Di base, la prima categoria (a cui appartengono i taxi) danneggiata riceverà la stessa somma ricevuta con il decreto rilancio. Riceveranno invece ristori al 150% i rappresentanti della seconda categoria: gelaterie e pasticcerie, comprese quelle ambulanti, e tutto il settore dell’ospitalità (alberghi, campeggi, agriturismi e via dicendo). Il doppio degli aiuti ricevuti in precedenza va alla terza fascia, quella della ristorazione, a cui si aggiungono anche tutti coloro che fanno attività simili: aziende agricole, catering e compagnia bella. C’è infine un’ultima categoria che riceverà il 400% dei ristori, ed è quella delle discoteche, sale da ballo e night club.

Per chi ha già beneficiato dei contributi a fondo perduto previsti dal decreto di maggio, le nuove somme verranno corrisposte dall’Agenzia delle entrate mediante accreditamento diretto sul conto corrente bancario o postale sul quale e’ stato erogato il precedente contributo.

Credito di imposta sugli affitti

Nei mesi di ottobre, novembre e dicembre si prosegue con gli aiuti contenuti nel decreto rilancio che prevedono uno sconto sulle imposte pari al 60% dei canoni di affitto degli immobili ad uso non abitativo e del 30% dei canoni per affitto d’azienda. Il credito spetta alle imprese indipendentemente dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d’imposta precedente.

Imu

Cancellata la seconda rata IMU per tutte le attività interessate dal decreto, a condizione che i relativi
proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate.

Cassa integrazione

Il decreto dispone, per i “datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, la possibilità di presentare domanda per ulteriori sei settimane di Cassa integrazione ordinaria, Assegno ordinario e Cassa integrazione in deroga, da usufruire tra il 16 novembre 2019 e il 31 gennaio 2021. Potranno accedervi tutte le imprese interessate dal decreto che hanno esaurito le precedenti settimane di cassa integrazione. I datori di lavoro che presentano domanda per le sei settimane di cassa integrazione dovranno versare un contributo addizionale determinato sulla base del raffronto tra il fatturato aziendale del primo semestre 2020 e quello del corrispondente semestre del 2019, pari al 9% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, per i datori di lavoro che hanno avuto una riduzione del fatturato inferiore al 20%; e al 18% per chi non ha avuto alcuna riduzione del fatturato. Il contributo addizionale non e’ dovuto dai datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al venti per cento e dai datori di lavoro che hanno avviato l’attività di impresa successivamente al primo gennaio 2019.

Sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali

Sono sospesi i termini relativi ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali per i datori di lavoro appartenenti ai settori interessati dal decreto. I pagamenti dei contributi e dei premi per l’assicurazione obbligatoria saranno effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021 o mediante rateizzazione fino a un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 marzo 2021.