Deliveroo Italia pagherà i rider il 40% in più

Il piano potrebbe far uscire l'azienda dall'amministrazione giudiziaria in cui era entrata a inizio anno, a causa di un'indagine per caporalato e sfruttamento del lavoro.

Deliveroo Italia pagherà i rider il 40% in più

La complessa indagine per caporalato e sfruttamento del lavoro che all’inizio dell’anno ha travolto il settore del food delivery in Italia sta per portare concrete conseguenze per i rider di tutta Italia: Deliveroo Italia, filiale del colosso britannico fondato nel 2013 e acquisito nel 2025 dall’azienda statunitense DoorDash, ha infatti proposto un dettagliato programma di riforme operative alla Procura di Milano che potrebbe consentirle di uscire dall’amministrazione giudiziaria.

L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Paolo Storari, aveva portato la società sotto controllo giudiziario a febbraio 2026, con l’accusa di retribuire i suoi circa ventimila rider al di sotto della soglia di povertà, pagando tariffe lorde medie comprese tra i 3 e i 4 euro per consegna. Secondo gli atti della magistratura, i ritmi imposti costringevano molti lavoratori a effettuare turni estenuanti, che raggiungevano le diciassette ore giornaliere per sette giorni a settimana.

Il piano di Deliveroo e i guai di Glovo

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Il nuovo piano operativo presentato da Deliveroo ha già incassato il parere favorevole all’implementazione da parte del p.m. Storari e, nonostante non si tratti ancora di un provvedimento di revoca o di una chiusura definitiva del procedimento penale, l’effettiva adozione e la successiva validazione delle riforme economiche e di sicurezza sul campo possono rappresentare il tassello decisivo per l’archiviazione formale del caso. Ma quanto guadagneranno effettivamente in più i lavoratori?

La misura economica centrale del piano stabilisce che la tariffa oraria minima di base per i rider sarà elevata da 10 a 14 euro l’ora sul tempo attivo stimato per effettuare le consegne, registrando un incremento del quaranta percento rispetto alla soglia precedente: il calcolo della tariffa oraria non corrisponde a una retribuzione fissa mensile o a tempo pieno di connessione, bensì viene calcolato sul tempo stimato per completare ciascun ordine. A tutela dei compensi minimi, l’azienda garantirà inoltre un pagamento minimo di 3,77 euro per singola consegna, una quota definita superiore agli standard medi del settore.

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Il programma prevede anche interventi per permettere ai lavoratori di massimizzare i propri guadagni complessivi, introducendo la retribuzione dei tempi di attesa trascorsi presso i ristoranti e i partner commerciali, oltre a specifici bonus legati al numero di consegne effettuate. Dal punto di vista della sicurezza stradale e della salute, Deliveroo applicherà un limite massimo alle ore consecutive di consegna per evitare turni di lavoro eccessivi, e la fornitura standard di sicurezza che già prevedeva giubbotti ad alta visibilità e caschi da bicicletta sarà integrata con la consegna obbligatoria di guanti, protezioni da moto e maschere per la protezione dallo smog.

Deliveroo ha commentato gli impegni assunti in una nota ufficiale: “Questi impegni delineano una serie di misure concrete che Deliveroo implementerà e che, una volta verificate, la società auspica che possano rappresentare un importante passo verso la revoca del controllo giudiziario e all’archiviazione dell’indagine penale”. L’azienda ha inoltre ribadito che questa serie di riforme è in linea con il “costante impegno dell’azienda nei confronti dei rider che collaborano con la piattaforma e la sua dedizione a operare un marketplace corretto e flessibile”.

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La disponibilità mostrata da Deliveroo delinea però uno scenario differente rispetto a quello che sta interessando Glovo, la piattaforma spagnola controllata dal gruppo tedesco Delivery Hero che era stata sottoposta a controllo giudiziario nello stesso periodo. Nonostante Glovo avesse proposto a maggio una riforma simile che prevedeva l’incremento della tariffa oraria a 14 euro e una soglia minima di 3 euro a consegna, il 18 agosto la Procura di Milano ha espresso un parere negativo sulla richiesta di revoca del commissariamento.

Secondo le valutazioni dei magistrati, i rider di Glovo continuano a subire una situazione di sfruttamento “nascosto” in quanto circa il trenta percento delle ore complessive prestate non viene effettivamente remunerato a causa del meccanismo del tempo effettivo calmierato, che esclude dal pagamento i tempi trascorsi in attesa o in semplice disponibilità sulla piattaforma.

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Per la Procura di Milano, l’unica soluzione idonea a sanare le irregolarità strutturali di Glovo consiste nell’inquadrare i lavoratori come dipendenti subordinati e non come lavoratori autonomi, una posizione che ha spinto la dirigenza di Glovo ad avanzare l’ipotesi di una dismissione delle proprie attività sul mercato italiano qualora venisse imposto l’obbligo di assunzione diretta dei propri fattorini. Ciononostante, la società spagnola ha comunicato che intende presentare dinanzi al tribunale competente “le ragioni per cui riteniamo che le misure adottate affrontino adeguatamente le questioni sollevate. Glovo continuerà, come ha fatto finora, a cooperare pienamente con le autorità”.

Mentre Glovo resta arroccata sulla difensiva quindi, Deliveroo sceglie di guardare al futuro istituzionale: l’azienda ha confermato la volontà di proseguire le trattative con AssoDelivery, Confcommercio e i sindacati per dare vita a un contratto collettivo nazionale di categoria, capace di dare regole certe, tutele e stabilità economica a un intero settore che in Italia conta decine di migliaia di lavoratori.

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