di Manuela 8 Maggio 2020
autostrada

Per quanto riguarda il delivery e l’asporto in esercizi all’interno di stazioni e aree di servizio, finalmente una Faq sul sito del Governo ha chiarito la situazione. Lo fa sapere la Fipe che, parlando della Faq in questione, spiega che i servizi d’asporto e di consegna a domicilio possono essere svolti anche dagli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande che si trovi all’interno di stazioni ferroviarie, lacustri e nelle aree di servizio e rifornimento.

La questione non era ben chiara in quanto nel Dpcm del 26 aprile 2020 veniva detto che questi esercizi dovevano rimanere chiusi, ad esclusione di quelli situati lungo le autostrade che potevano vendere solo prodotti da asporto da mangiare fuori dai locali. Rimanevano aperti anche quelli negli ospedali e aeroporti, a patto di far rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro.

Tuttavia con la nuova Faq il Governo ha specificato che, anche se questi esercizi devono rimanere chiusi, i medesimi possono comunque svolgere attività di ristorazione per la consegna a domicilio e il servizio d’asporto (esattamente come succede per tutti gli altri ristoranti e bar). Rimangono in vigore gli obblighi di rispettare le distanze interpersonali di un metro, il divieto di mangiare all’interno dei locali e il divieto di sostare nelle vicinanze.

Tuttavia la Fipe ha sottolineato un punto importante. Parlando di take away, anche se a livello nazionale non ci sono limiti di orario o particolari modalità per quanto riguarda gli organi (il Governo non parla mai di obbligo di prenotazione), la maggior parte delle Regioni ha emesso ordinanze proprie che regolano questo servizio aggiungendo misure più restrittive per quanto concerne orari, cibi valevoli per l’asporto, obbligo e modalità di prenotazione… Per questo motivo bisogna sempre fare riferimento anche alle singole ordinanze regionali per quanto riguarda l’asporto.