di Cinzia Alfè 13 Aprile 2017
dieta mediterranea

Arance, mandarini, olio d’oliva e pesce. Tutti cibi nostrani, sani, genuini, e per questo meritevoli di tutela a tal punto da ottenere un privilegio ambito, cioè essere scaricati dal pesante fardello di imposte e  tasse che, in quanto italiani, ci affligge come pochi altri cittadini del mondo.

E in questa giungla di tasse e tributi, non può che venire accolto con gioia il disegno di legge presentato dalla Lega in Parlamento, a firma di Giacomo Stucchi, come riporta il Corriere.

Assodato che la dieta mediterranea è considerata tanto preziosa da essere dichiarata patrimonio Unesco per l’umanità, il passo successivo è quello di agevolare al massimo il consumo dei nostri prodotti tradizionali, grazie alla loro deduzione dal reddito imponibile.

In pratica, se compro un chilo di arance sanguinella provenienti dalla Sicilia, secondo il progetto di legge potrei abbattere il mio reddito imponibile proprio della misura di quanto pagato per i  rossi frutti, e dunque arrivare a una minore base imponibile su cui calcolare il mio carico fiscale: in soldoni, più arance sanguinella compro, meno imposte pago.

In particolare, il disegno di legge prevede che il Ministero dell’Agricoltura, pescando tra i migliori prodotti nazionali, stili un elenco degli alimenti ritenuti “funzionali al mantenimento della buona salute”, per non correre il rischio di considerare ‘nduia e lardo di Colonnata “necessari al buon funzionamento” del nostro organismo al pari di  zucchini e cavolfiori.

Una proposta che, in teoria, consentirebbe l’emersione delle vendite di beni alimentari che al momento possono magari sfuggire alle grinfie del fisco, rendendoci più attenti nel richiedere scontrini e ricevute dei beni deducibili dal reddito imponibile.

Per trovare i soldi necessari, il disegno di legge, che non indica numeri, propone di tagliare gli sconti fiscali sugli integratori, per quanto al momento non deducibili.

Andrà in porto la proposta leghista? Riusciremo a compensare in qualche modo i colpi nefasti che il Fisco infligge ai nostri già esili portafogli, grazie, magari, a un chilo di arance Tarocco o a un litro di olio di olive taggiasche? Aspettiamo fiduciosi.

[Crediti | Link: Corriere della Sera]