di Chiara Cavalleris 5 Dicembre 2019
gambero rosso 2019 dissapore

Il numero di dicembre del Gambero Rosso (la rivista, ora in edicola) tira le somme di questo 2019 agli sgoccioli e tra ristoranti, vini, ossessioni gastronomiche e trasmissioni televisive culinarie, elegge Dissapore sito italiano dell’anno, seguito da Munchies e Corriere Cucina.

“Nel panorama italiano dei siti dedicati al cibo e alla cultura gastronomica – seguendo l’esperienza di KelaBlu – è stato pioniere. Negli anni si è reinventato più volte, ma la sua ultima veste, sebbene migliorabile, ci sembra compiuta in senso grafico e contenutistico, stante l’obiettivo dato: coprire in modo efficace e tempestivo la comunicazione a tema gastronomico (talvolta a scapito della forma, con oculate e talvolta spregiudicate strategie di posizionamento web)”: scrivono quelli del Gambero.

Ebbene, grazie a nome della redazione di Dissapore al Gambero Rosso e al suo direttore, Massimiliano Tonelli, per questo riconoscimento. Sarò schietta, come da linea editoriale: è stato un anno di cambiamenti e di grande lavoro, soprattutto, speravamo che qualcuno, nel gotha della gastronomia, se ne accorgesse. Voi lo avete messo nero su bianco e, cosa ancor più squisita, avete “dissaporato” la motivazione data, dicendoci sostanzialmente che siamo quantomai sul pezzo e il tempo ci ha rese bestie del SEO. Lo sapete, abbiamo un debole per i complimenti a metà. Grazie.

In questo anno di fitte pubblicazioni abbiamo cercato di capire come dovrebbe essere Dissapore nel 2019, dieci anni dopo la sua nascita, e ci siamo detti che affiancare una copertura completa dell’attualità gastronomica ai nostri approfondimenti e alle recensioni come le intendiamo noi era necessario, relegando forma e stile ai contenuti che meritano tempo, soprattutto quello di chi legge.