Dobbiamo pagare noi l’abbattimento di un milione di galline?

Un'inchiesta di Food for Profit in onda su Report sull'epidemia di influenza aviaria promette di scuotere il settore degli allevamenti, soprattutto in Veneto.

Dobbiamo pagare noi l’abbattimento di un milione di galline?

Una recente inchiesta condotta dal team di Food for Profit mette ancora una volta il Veneto al centro dell’emergenza legata all’influenza aviaria in Italia, puntando i riflettori su uno dei più grandi allevamenti intensivi di galline ovaiole in provincia di Verona, gestito dalla ditta Monaldi.

Questa azienda, legata direttamente a Eurovo, uno dei giganti della produzione di uova, si trova oggi ad affrontare l’abbattimento di oltre un milione di galline: una situazione drammaticamente ricorrente, dato che per la struttura è il quarto anno consecutivo di contagio, considerando “i cicli produttivi degli anni 2021, 2023, 2025, 2026”.

Un’inchiesta shock sull’influenza aviaria

galline gabbia - ph PIxabay

Le immagini diffuse mostrano la pratica nota come “stamping out”, ovvero l’abbattimento di tutti gli animali presenti nel sito colpito dal virus: La procedura prevede che le galline vengano soppresse con l’uso di gas che satura la struttura dove sono allevate, per poi essere caricate dagli operai su carriole e smaltite, riempiendo interi container. Questa crisi non colpisce solo la salute degli animali, ma ha ripercussioni dirette sui consumatori: il prezzo delle uova nel nostro paese negli ultimi sei mesi è infatti salito del 20%, e alcuni supermercati si sono ritrovati con scorte quasi esaurite.

Un aspetto centrale dell’inchiesta riguarda l’imponente impiego di fondi pubblici per gestire queste epidemie. Dai documenti ottenuti tramite accesso agli atti emerge che “solo nel 2022 la Regione Veneto ha erogato agli allevatori più di 700.000 euro di rimborsi per gli animali abbattuti”. A queste cifre si aggiungono “oltre 200.000 euro” versati all’Esercito per il supporto nell’emergenza del 2022 e un accordo con ditte private del “valore complessivo stimato di oltre 115 milioni di euro” per le operazioni di abbattimento, trasporto e smaltimento delle carcasse per i prossimi quattro anni.

Come un piccolo paese resiste all’allevamento che porterebbe 10 volte più galline che abitanti Come un piccolo paese resiste all’allevamento che porterebbe 10 volte più galline che abitanti

Questa gestione finanziaria solleva profondi dubbi sulla sostenibilità del sistema. La giornalista Giulia Innocenzi ha sollevato una questione critica chiedendosi: “Perché a pagare dobbiamo essere tutti noi?”. Secondo Innocenzi, se il comparto zootecnico non è tenuto a intervenire economicamente, nemmeno attraverso “un’assicurazione obbligatoria per fronteggiare le epidemie”, gli allevatori potrebbero non essere sufficientemente incentivati a “mantenere gli standard di biosicurezza al massimo”. Tutto questo nella regione che in Italia ha la più alta densità di allevamenti intensivi di polli e galline, un fattore che contribuisce al ripetersi di focolai nonostante le misure preventive.

Il servizio che racconterà approfonditamente l’intera vicenda andrà in onda su Report domenica primo febbraio, e promette “un’inchiesta shock sull’influenza aviaria”, utilizzando le immagini esclusive ottenute da Food For Profit per mostrare quanto accade all’interno di questi stabilimenti, denunciando un modello che mette a rischio la salute pubblico, e che sopravvive principalmente grazie a “scelte politiche che non privilegiano il bene comune”.