di Dissapore Dissapore 24 Febbraio 2021
Uvetta

Una donna americana è guarita dal Covid alla bella età di 105 anni. Ma la vera notizia è che, quando le hanno chiesto il segreto della sua salute, lei ha attribuito la vittoria sul coronavirus e in generale la longevità record a tre fattori: le preghiere, non aver mai mangiato junk food, fare colazione da anni con uvetta in ammollo nel gin. La storia di Lucia DeClerck, ospite di una casa di riposo del New Jersey, l’ha raccontata il New York Times: la signora, nata nel 1916, era finora sopravvissuta a una pandemia (la spagnola), due guerre mondiali e tre matrimoni. Si è beccata il Covid il giorno del suo 105esimo compleanno e, doppia sfiga, il giorno dopo aver ricevuto la seconda dose di vaccino. Ma ha passato anche questa prova.

I figli e i nipoti hanno raccontato la sua grande fede, e le sue strane ma evidentemente efficaci abitudini. Ok pregare, per chi crede non è una breaking news. Ok anche non mangiare cibo spazzatura, lo dicevano anche i nostri nonni che le merendine e le altre schifezze fanno male. Ma la signora DeClerck beve succo di aloe direttamente dalla bottiglia, si lavava i denti con il bicarbonato (mai avuto carie fino a 90 anni) e soprattutto mangia uvetta al gin. “Mettere in ammollo gli acini per nove giorni, mangiarne nove ogni mattina”, è la sua ricetta precisa e un po’ mistica, con quel numero nove che si ripete.

Ovviamente è diventata la storia del giorno, se non dell’anno. Non è la prima ultracentenaria a guarire dal Covid, e addirittura c’è stato il caso della suora di 117 anni – identificata come la persona più vecchia d’Europa – che ha sconfitto la malattia. Lo dicono anche le statistiche: pare che gli ultranovantenni abbiano un tasso di guarigione superiore rispetto a chi ha “solo” 80 anni. Sulla pagina Facebook del quotidiano americano è un festival di commenti spiritosi, e di casi simili: “Scema io che mangio solo uvette”, dice una, mentre un altro le risponde: “Sapevo del gin ma non dell’uva passa… avevo inteso male la ricetta, pensavo che dicesse: mettersi in ammollo nel gin”. C’è chi chiede “Posso sostituire il gin con la tequila?” e chi ricorda la nonna che si fa uno shottino di whisky in acqua tiepida prima di andare a dormire. “Anche mio nonno fa colazione con sette acini d’uva spugnati nel gin”, dice uno, evidentemente è una cosa che esiste, ma subito viene redarguito: “Devono essere nove!”.

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