Dubai sta progettando una “Giga Farm” che produca 3 milioni di chili di cibo nel deserto

La "Giga Farm" di Dubai sarà in grado di produrre tre milioni di chilogrammi di cibo all'anno (ma anche di riciclare più di 50.000 tonnellate di rifiuti alimentari), ma le questioni da porsi sono evidenti.

Dubai sta progettando una “Giga Farm” che produca 3 milioni di chili di cibo nel deserto

Che gli Emirati Arabi – con Dubai in testa – puntino ai record e alla conquista di un futuro sempre più tecnologico e incredibile, è un fatto che ormai non stupisce neanche più. E nemmeno (ahinoi) il fatto che per farlo, talvolta, vadano contro principi che stiamo (faticosamente, c’è da dirlo) imparando anche noi: i nuovi progetti Emiratini, a dir la verità, si basano tutti su principi di sostenibilità e di ecologia, di tecnologie green e di sviluppo armonico. Fino a quando non ci si scontra con l’enorme paradosso – che necessariamente pone delle questioni – di voler produrre cibo nel deserto.

Cos’è “GigaFarm”

dubai giga farm

È quello che ad esempio sta accadendo con “GigaFarm”, un gigantesco e futuristico progetto che non poteva che essere stato immaginato nella Food Tech Valley di Dubai. Si tratta di una struttura di 83.612 metri quadrati, alta dodici metri, che in piena efficienza sarà in grado di produrre tre milioni di chilogrammi di cibo all’anno (ma anche di riciclare più di 50.000 tonnellate di rifiuti alimentari). Una fattoria verticale di nuova generazione, in grado di far impallidire i 31mila metri quadrati inaugurati – sempre a Dubai, ca va sans dire – nel 2022, all’aeroporto internazionale Al Maktoum.

L’accordo tra la Food Tech Valley e la società di agricoltura tecnologica (e “Green”) ReFarm per la produzione della “GigaFarm” è stato firmato durante la COP28, la conferenza sul cambiamento climatico che si è tenuta a Dubai tra novembre e dicembre 2023 (e qui i paradossi rischiano di mandarci in corto circuito). Perché è indubbio che il progetto è bellissimo, innovativo, finanche ecologico, con la possibilità di riciclare una quantità enorme di rifiuti alimentari. Ma farlo nel deserto non sembra essere la scelta più sostenibile possibile.

La struttura, fanno ora sapere, potrebbe essere già pienamente operativa entro il 2026: d’altronde, gli Emirati Arabi Uniti hanno l’obiettivo a breve termine di sostituire almeno l’1% delle importazioni di prodotti freschi del paese con articoli di provenienza locale.