di Cinzia Alfè 8 Marzo 2017
eataly

Che comodità la piattaforma online di Eataly: una manciata di secondi, due semplici clic e in poco tempo arrivano a casa nostra i cibi più esclusivi del territorio nazionale.

Eppure, è stata proprio questa piattaforma a finire nel mirino dell’Antitrust, perché facesse chiarezza sulla reale provenienza di alcuni prodotti commercializzati come “Made in Italy” e chiedendo a Oscar Farinetti di depositare entro il termine di 20 giorni una serie di informazioni specifiche.

Questo è quanto richiedeva il Codacons, l’associazione dei consumatori che ha presentato un esposto all’Autorità per vederci chiaro su alcuni prodotti venduti proprio sulla piattaforma online di Eataly. Si tratta di olio extravergine di oliva, pistacchi, passata di pomodori e salse varie.

Su questi prodotti il Codacons aveva chiesto la verifica delle autenticazioni di origine, per assicurarne qualità e provenienza.

Si tratta ad esempio dell’olio extravergine di oliva, sulla cui etichetta compare la dicitura “product of Italy”, con tanto di bandiera italiana accanto ma che non riporta alcun logo o marchio europeo, come sarebbe d’obbligo per i prodotti di provenienza certificata.

O dell’olio di oliva indicato come “prodotto nelle colline della Val d’Orcia e della Maremma Toscana”, ma “privo di indicazioni sul luogo di coltivazione delle olive e di imbottigliamento dell’olio, al contrario di quanto prevede la normativa specifica di settore”, continua l’esposto.

O anche dei pomodori San Marzano, dalla cui confezione non si riesce a capire la zona di origine, essendo riportati soltanto gli ingredienti.

Stessa cosa per i pistacchi di Bronte, di cui manca l’indicazione del marchio di provenienza Dop.

Oltretutto, continua l’esposto del Codacons, sulla piattaforma online figurano anche prodotti che con l’Italia hanno ben poco a che spartire, quali le patatine in sacchetto importate dal Regno Unito, la salsa barbecue che “riporta in etichetta la bandiera italiana e messicana”.

Eataly dovrà quindi fornire all’Antitrust, entro 20 giorni, la documentazione che riguarda le procedure di controllo sulla selezione di “prodotti di alta qualità e tipici del “Mangiare italiano””, ma dovrà anche spiegare il motivo dell’assenza dei marchi DOP e IGP sulle etichette dei prodotti di provenienza specifica.

Non resta che aspettare la risposta di Eataly.

[Crediti | Link: Il Secolo IX]