Enna: maxi multa per l’agriturismo con lavoratori in nero e chef minorenne

A Enna ad un agriturismo è stata comminata una maxi multa a causa di lavoratori in nero, fra cui uno chef minorenne.

ristorante

Andiamo a Enna perché qui i Carabinieri hanno comminato una maxi multa a un agriturismo a causa di una serie di violazioni dei diritti dei lavoratori, fra cui personale in nero e anche uno chef minorenne di 16 anni.

I Carabinieri stavano svolgendo una serie di controlli in alcune aziende della provincia di Enna. Arrivati in questo agriturismo hanno scoperto che fra sala e cucina lavoravano uno chef di 16 anni romeno, un cuoco ormai in pensione, due camerieri e un lavapiatti romeno, tutti con reddito di cittadinanza e sprovvisti di regolare contratto di lavoro. Erano dunque tutti lavoratori in nero.

Giunti sul posto i militari hanno prima controllato che venissero rispettate tutte le norme anti diffusione Covid-19, non rilevando nessun problema. Tuttavia quando sono passati a esaminare le posizioni di lavoro dei vari dipendenti, ecco la scoperta: erano tutti in nero.

Lo chef minorenne è risultato non aver terminato le scuole obbligatorie, ma non solo: non aveva sostenuto la visita medica di idoneità al lavoro, era attivo in cucina sin da fine giugno e lavorava più delle previste otto ore al giorno, inclusa la notte. L’altro cuoco, un pensionato di 66 anni, era anche lui in nero.

In vista del Ferragosto, poi, nell’agriturismo lavoravano altri due camerieri di sala di 23 e 36 anni: tutti e due avevano il reddito di cittadinanza. Inoltre in cucina era stato aggiunto un lavapiatti di 36 anni. Tutti e tre, poi, non avevano nessun contratto di lavoro.

Sono così scattate le sanzioni per lavoro in nero aggravato dal fatto che alcuni di loro prendevano il reddito di cittadinanza, per omessa tracciabilità delle retribuzioni dei lavoratori, per mancata visita medica e anche per lavoro notturno e straordinario per un minorenne.

Come se non bastasse, i Carabinieri hanno anche scoperto che la titolare aveva fatto installare delle videocamere per controllare i lavoratori a distanza, ma senza richiedere l’autorizzazione dell’Ispettorato territoriale del lavoro. Oltre alla maxi multa per la titolare, adesso l’Inps dovrà fare i previsti accertamenti per i percettori del reddito di cittadinanza, ivi inclusa la madre del giovane chef minorenne, anche lei percettrice del RdC.

Sempre a proposito di agriturismi, campeggi e villaggi turistici, ricordiamo che da poco, a seguito di controlli dei Nas, ne sono stati chiusi 17 per violazione delle norme igienico-sanitarie durante la preparazione dei pasti.

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