di Marco Locatelli 14 Settembre 2020

Al via l’etichetta nutriscore in Germania e da Coldiretti esprimono forte preoccupazione per un sistema “fuorviante” e che “rischia di penalizzare le esportazioni agroalimentare Made in Italy“.

Con il via libera all’etichetta nutriscore in Germania da parte dell’UE salgono a sei i Paesi dell’Unione che hanno annunciato o già applicato questo sistema (Francia, Belgio, Germania, Spagna, Paesi Bassi, e Lussemburgo) ma iniziative di aziende private sono in essere anche in Portogallo, Austria e Slovenia.

“La decisione della Germania – sottolinea la Coldiretti – ha un peso rilevante sia perché si tratta di un Paese che ha un ruolo di leadership nel guidare l’evoluzione delle politiche comunitarie sia perché è il principale Paese di sbocco delle esportazioni agroalimentari Made in Italy che rischiano di essere ingiustamente penalizzate da un sistema di etichettatura fuorviante”.

A rischio ci sono 7,2 miliardi delle esportazioni agroalimentari Made in Italy perché, secondo l’associazione, l’ etichettatura nutriscore, come quello a semaforo adottato in Gran Bretagna influenzano il consumatore, con un bel verde, a scegliere prodotti con ingredienti di sintesi e a basso costo spacciandoli per più salutari.

“Un sistema fuorviante, discriminatorio ed incompleto e – sostiene la Coldiretti – finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta. Si rischia di promuovere cibi spazzatura, secondo Coldiretti.

“È inaccettabile spacciare per tutela del consumatore un sistema che cerca invece di influenzarlo nei suoi comportamenti orientandolo a preferire prodotti di minore qualità” denuncia il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel ricordare che “l’equilibrio nutrizionale va ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera come prevede la proposta italiana del sistema a batteria”.