di Marco Locatelli 9 Dicembre 2020
etichette alimentari

L’Italia non ci sta e si ritira dalla trattativa con l’Unione europea, in programma il 15 dicembre, relativa alle etichette alimentari: troppa fretta e poco margine di compromesso. La decisione della ministra Teresa Bellanova, già preannunciata nei giorni corsi, è perentoria: “l’Italia non proseguirà nel negoziato europeo per un testo di conclusioni sulle etichettature alimentari al Consiglio Ue dei ministri del’Agricoltura del 15 di dicembre”.

Come già ribadito in diverse occasioni, secondo la Bellanova – e diverse associazioni di categoria come Coldiretti – la costituzione di una etichetta unica europea, in maniera corriva e sul modello Nutriscore deciso da Germania e supportato da Spagna e Francia, rischia di arrecare danno ai consumatori e alla qualità del Made in Italy. Il Nutriscore considera la percentuale assoluta di grassi, sali e zuccheri ma non le porzioni effettivamente mangiate.

Con un parametro del genere, si andrebbe a mettere il semaforo rosso a prodotti simbolo del Made in Italy come il Parmigiano o l’olio extravergine. L’Italia ha proposto come alternativa il sistema Nutrinform.

“Insieme ad altri Paesi Ue, chiediamo da tempo che si lavori a un possibile schema di etichettatura nutrizionale trasparente, in grado di aiutare i consumatori a prendere decisioni consapevoli a mezzo di informazioni fattuali sugli elementi nutritivi di un prodotto alimentare – spiega la ministra -. Chiediamo che i prodotti tradizionali siano protetti e i consumatori rispettati, nel quadro di un approccio che favorisca diete bilanciate, senza discriminare alcun prodotto […] Siamo naturalmente disponibili a continuare il dialogo con gli amici europei in vista del negoziato sulla proposta che la Commissione presenterà nel 2022”

Fonte: Il Sole 24 Ore

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