di Marco Locatelli 15 Giugno 2020

Il Fagiolo della Regina di Gorga è il nuovo Presidio Slow Food. Si tratta di un legume tipico del Cilento, in località Gorga, frazione del Comune di Stio, in provincia di Salerno.

Un’antica varietà di fagiolo bianco rampicante che tra l’altro negli ultimi anni è stato oggetto di studi che ne hanno confermato l’elevato valore nutrizionale. Ma oltre alle ottime proprietà dal punto di vista alimentare, questo legume è protagonista di una leggenda legata al suo nome.

Secondo la leggenda, la regina di Napoli, Maria Carolina d’Asburgo, andava letteralmente pazza per questo fagiolo bianco, a tal punto che ha preso il nome di “Fagiolo della Regina”. Oltre al territorio di Gorga, questo legume si può trovare anche nei vicini territori di Magliano Vetere, Campora, Orria e Gioi.

Come già detto, la pianta del Fagiolo della Regina di Gorga è di tipo rampicante e può arrivare a superare i tre metri di altezza, inoltre si adatta a diverse tipologie di terreno pur preferendo quelli profondi, freschi, non troppo compatti e ben drenati.

Come si può leggere sul sito ufficiale di Slow Food, il fagiolo regina di Gorga ha forma tondeggiante tendente all’ovale e colore bianco perlaceo. La cuticola è sottile, la polpa compatta, ed è caratterizzato da un’elevata digeribilità.

Per esaltare la sua dolcezza – prosegue la nota – sono preferibili preparazioni semplici, come la pasta e fagioli e l’insalata, preparata con fagioli sbollentati e conditi con olio extravergine e prezzemolo. Il piatto simbolo della tradizione gastronomica locale è il “ciccimmaretati”, una zuppa con sette diversi tipi tra legumi e cereali. Si prepara in occasione della sagra dei piatti poveri cilentani, che si tiene in agosto e, tradizionalmente, avevo lo scopo di far spazio nelle credenze in vista dei nuovi raccolti.