di Anna Silveri 1 Marzo 2019

Come si conquista Londra, metropoli cosmopolita amata dagli expat italiani (e non solo) in cerca di lavoro e diversivi? O meglio: come ha fatto Andrea Piva da Cremona, allora 36enne con laurea in scienze giuridiche, a conquistare i tanti londinesi che, tre anni dopo l’apertura di Rosetta Farm, hanno fatto la fortuna del piccolo ristorante italiano inserito dall’influente Evening Standard tra i migliori della città per l’aperitivo?

Servono fegato, spirito imprenditoriale, l’idea bizzarra (“charming eccentricity“) ma efficace di esportare la rosetta, amato panino tricolore a forma di stella con il cappello al centro. Oltre all’attività frenetica dei tre dipendenti: Luca e Andrea, anche loro di Cremona, più il manager Luciano.

Il sogno di aprire un ristorante, ha raccontato Corriere Milano, si è trasformato in una chance concreta quando, dopo aver scartato altre zone di Londra –come South Kensington, tipicamente residenziale o la City, che nei weekend si svuota– Andrea ha trovato il posto giusto a Trafalgar Square, nei pressi di National Gallery e Coliseum Theatre. Determinante è stato l’aiuto di Chiara, trasferita a Londra per lavorare nel settore immobiliare.

A mettersi in proprio con successo ha contribuito anche l’idea di puntare sulla rosetta e sul made in Italy. Pur non avendo un’esperienza specifica Andrea ha dimostrato di conoscere il mestiere facendo arrivare il grosso dei prodotti –prosciutto crudo, prosciutto cotto, provolone, Grana Padano, porchetta e mortadella– da Persichello, entroterra cremonese.

Londra sarà anche una pentola che bolle ma il video girato nelle zone più agricole di Cremona per raccontare da dove arriva la materia prima fa sempre il suo effetto.

La ricetta della rosetta è della moglie di un trattorista cremonese che aveva una panetteria, oggi perfettamente replicata da un fornaio italiano con bottega a Londra e consegne quotidiane al Rosetta Farm.

Con il tempo si cresce, s’ impara dai migliori, ci si butta nelle sfide. Ecco, l’aperitivo entrato nel cuore degli inglesi, è una sfida vinta dai giovani cremonesi.

Se l’happy hour si fa tutte le sere, l’appuntamento irrinunciabile è con “The real italian aperitivo”, l’evento che ogni giovedì, tra uno Spritz e l’altro, mette a disposizione consumazioni e cibo a volontà (però scelto con cura) a 8 sterline: polenta, focaccia e mortadella e tagliere di salumi.

Superfluo dirvi che, incorciando le dita per la Brexit, lo scrigno di circa 100 metri con 35 posti a sedere si riempie fino all’inverosimile.

[Crediti | Corriere Milano]