di Manuela 28 Maggio 2021
olio extravergine di oliva

Andiamo a Fermo perché qui la Guardia di Finanza ha eseguito un maxi sequestro di 1.200 litri di olio di semi venduto come olio di oliva extra-vergine. In pratica l’olio di semi veniva mescolato con l’olio extra-vergine d’oliva e venduto come tale.

Sono stati i militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Fermo insieme al personale dell’Ispettorato Centrale Tutela della Qualità e Repressione Frodi – Ufficio Area di Ancona a effettuare la perquisizione di una ditta di un imprenditore di San Giorgio che si occupava della frangitura delle olive e del commercio di olii e prodotti conservati.

I primi sospetti sono scattati quando sono state evidenziate delle anomalie nella movimentazione di olio (le informazioni arrivavano dalla banca dati del Sistema Informativo Agricolo Nazionale). Tali anomalie riguardavano soprattutto i volumi della frangitura e della molitura delle oliva, non corrispondenti ai normali volumi del settore.

Così le forze dell’ordine hanno esaminato la documentazione extra-contabile per capire quali fossero gli effettivi quantitativi dei diversi tipi di olio utilizzati. Successivamente si è andati a valutare le attività commerciali che, ignare del tutto, avevano acquistato correttamente il prodotto. Qui è stato sequestrato dell’olio che è risultato poi essere adulterato.

Così si è proceduto a controllare i locali vicini alla ditta in questione e qua è stato scoperto che l’imprenditore mescolava olio di semi e olio d’oliva, lo versava in latte da 5 litri e poi lo vendeva spacciandolo come olio extra-vergine di oliva con tanto di etichetta che indicava “Olio di oliva di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive ed unicamente mediante procedimenti meccanici”.

L’olio adulterato veniva successivamente venduto in maniera fraudolenta come genuino. La persona denunciata comprava l’olio di oliva a 3,90 euro/litro e quello di semi a 1,22 euro/litro, li mescolava e poi vendeva la miscela a 4,7 euro/litro (6-8 euro al litro ai privati. A questo proposito nel 2020 è cresciuto il tasso di acquisto dell’olio di oliva, ma è calata la produzione).

In aggiunta, le taniche da 5 litri pronte per essere vendute e quelle che già si trovavano in commercio, ecco che presentavano un sistema di chiusura non costituente sigillo, violando così le norme comunitarie che prevedono che gli oli destinati al consumatore finale debbano avere un sistema di chiusura che perda l’integrità dopo il primo uso.

Durante i controlli sono stati così sequestrati 1.200 litri di olio di diverso tipo, ma non solo: sono stati sequestrati anche le attrezzature e gli utensili usati per miscelare e confezionare le taniche. Il titolare dell’azienda ora è indagato per frode nell’esercizio del commercio.