Ferrero fa accordi con la Calabria per le nocciole, ma il WWF avverte: “no a monoculture”

La Calabria stringe accordi con la Ferrero per condividere la cultura sulla coltivazione delle nocciole, ma il WWF si dichiara preoccupato che questo possa mettere in pericolo la biodiversità.

nocciole

La Giunta regionale della Calabria ha approvato uno schema di intesa tra la Regione e la Ferrero sulla coltivazione delle nocciole, ma il WWF teme che possa danneggiare i terreni agricoli locali.

L’accordo, raggiunto su proposta dell’assessore all’Agricoltura e alle risorse agroalimentari, Gianluca Gallo prevede “una collaborazione finalizzata a favorire il reciproco scambio di conoscenze e dati sulla coltivazione del nocciolo e le esigenze della relativa filiera”, l’organizzazione di “seminari ed eventi di divulgazione e confronto tecnico, nonché iniziative di dimostrazione sul campo in aziende leader nella coltivazione del nocciolo”.

E poi la realizzazione di “cartografie e approfondimenti tecnici per la valutazione dell’attitudine e delle vocazioni alla coltivazione del nocciolo dei territori calabresi”, come fa sapere l’assessorato. Ma il WWF Calabria è sospettoso, ed esprime “alcune preoccupazioni”.

“Il pericolo paventato è connesso alla politica della multinazionale dolciaria piemontese attraverso la promozione della monocoltura con metodi di produzione industriali, così come accaduto nel Lazio, Umbria e Toscana”, fanno sapere dall’organizzazione animalista. “Il colosso di Alba sembra ormai lanciarsi alla “conquista” di terreni agricoli locali per realizzare nuovi impianti della monocoltura che potrebbero avere come conseguenza una radicale trasformazione del paesaggio e un’ulteriore perdita di biodiversità”.

La Calabria, attualmente, è ai primi posti in Italia per numero di operatori agrobiologici e per estensione agraria certificata.

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