Il fenomeno è esploso dopo che la tiktoker Pamela Corral, 25 anni, ha ottenuto milioni di visualizzazioni con i suoi video di chia pudding con aggiunta abbondante. Il che gli ha procurato addirittura la dignità di un’intervista al New York Times del luglio 2025, a trend appena nato, lì Corral diceva: «Fiber is super cool — I think more people should be eating fiber».
Il termine fibremaxxing deriva da altri trend di TikTok che si sono susseguiti nei mesi precedenti: sleepmaxxing, flavormaxxing, lookmaxxing. Significano tutti più o meno prendere una cosa e farla tantissime volte o per moltissimo tempo. Tuttavia le origine del fibremaxxing restano poco chiare: Corral ha raccontato di non averlo inventato lei stessa, ma di aver sentito il termine per la prima volta su X, dove segue altri creator del mondo wellness.
Ma andiamo con ordine.
Cosa sono le fibre?

Le fibre alimentari sono una parte dei carboidrati presenti negli alimenti vegetali — frutta, verdura, legumi, cereali integrali, semi — che il nostro corpo non riesce a digerire. Proprio perché non le digeriamo, svolgono un ruolo fondamentale per il colon, dove arrivano quasi intatte. Qui nutrono i batteri del famoso microbiota intestinale, favorendo le colonie più utili al nostro benessere e alla nostra salute.
Le fibre alimentari si dividono in tre. Le fibre solubili si sciolgono in acqua formando una sorta di gel nell’intestino: rallentano la digestione e l’assorbimento dei nutrienti e sono utili per il controllo della glicemia e del colesterolo. Si trovano in alimenti come avena, legumi, mele, semi di chia e di lino. Le fibre insolubili, invece, non si sciolgono in acqua e attraversano l’apparato digerente quasi intatte: sono quelle che – come dice la pubblicità – “favoriscono il transito intestinale”. Sono presenti soprattutto nei cereali integrali, nelle verdure e nelle bucce della frutta. Esistono poi le fibre prebiotiche, che rappresentano il vero nutrimento dei batteri benefici dell’intestino; si trovano in alimenti come legumi, cipolla, aglio, porri. Una dieta sana dovrebbe includere tutte queste tipologie.
Quante fibre dovremmo mangiare (e cosa succede se esageriamo)
In Europa, l’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) indica come assunzione adeguata 25 grammi di fibre al giorno per gli adulti. Nel Regno Unito, il NHS e il Scientific Advisory Committee on Nutrition raccomandano un apporto leggermente più alto, pari a 30 grammi al giorno, mentre negli Stati Uniti l’Institute of Medicine suggerisce valori differenziati per sesso ed età: circa 38 grammi al giorno per gli uomini e 25 grammi per le donne. Inutile dire che le raccomandazioni in UK e USA sono più alte perché l’apporto medio di fibre in questi paesi è molto più basso.
Se vi state chiedendo come aumentare l’apporto di fibre nella vostra dieta, i legumi sono sempre una scelta efficace, in particolare piselli e lenticchie (circa 10 grammi di fibre ogni 100 grammi). Tra i semi spiccano quelli di chia e di lino (circa 4 grammi ogni cucchiaiata), mentre tra la frutta una menzione speciale va ai lamponi (chi l’avrebbe mai detto?). A questi si aggiungono, ovviamente, pasta integrale e cereali integrali in chicco (dai 3 ai 10 grammi di fibre ogni 100 grammi).
Comunque è assai probabile che la popolazione adulta, anche in paesi tradizionalmente virtuosi come Italia e Francia, non arrivi ai 25 grammi di fibre al giorno, dunque ecco che arriva il fibremaxxing, perché le raccomandazioni dell’OMS sono decisamente meno cool. Tuttavia affidarsi al fai da te è sempre problematico, soprattutto per quanto riguarda la salute. La cosa migliore che potrebbe succedervi è passare qualche giorno di asocialità coatta, causa flatulenza.
Proprio perchè di fibre ne mangiamo poche, andrebbero aumentate gradualmente, e non tutte insieme: spesso basta un incremento di 5 grammi al giorno rispetto alla propria abitudine, accompagnato da una maggiore assunzione di liquidi, per aver già fatto un egregio lavoro. Se invece si consumano più fibre di quante i nostri batteri intestinali siano in grado di gestire, si possono sperimentare effetti collaterali poco piacevoli: dal gas intestinale fino ad arrivare, nei casi estremi, a un “intasamento” dell’intestino.
Inoltre, dopo questo trend ci aspettiamo anche di peggio: è assai probabile che quella delle fibre diventi la nuova ossessione dell’industria del cibo salutare (o sedicente tale). Ed è altrettanto probabile che l’industria scelga la lectio facilior: fibre economiche, sempre le stesse. E finiremo ancora una volta per pagare un sacco di soldi per una barretta che ci fa petare ma ci fa sentire dalla parte giusta.