Cos’è FICO e cosa sappiamo finora del nuovo progetto Eataly a Bologna

Arrivano novità sul progetto F.I.C.O. Eataly World che coinvolge il Comune di Bologna e Eataly. Diamo un'occhiata a cosa ci sarà nello spazio che aprirà poco fuori dal capoluogo emiliano dove un tempo c'erano i Mercati Agroalimentari

Cos’è FICO e cosa sappiamo finora del nuovo progetto Eataly a Bologna

80.000 metri quadrati di spazio. 10.000 metri quadrati destinati unicamente a frutteti, giardini e pascoli dimostrativi. 40 laboratori, in cui osservare  come vengono prodotti pasta,  formaggi, salumi e decine  di altre specialità. 25 tra ristoranti, chioschi e bancarelle.

E sei milioni di turisti ipotizzati ogni anno, di cui due provenienti dall’estero.

Numeri d’eccezione quelli previsti per F.I.CO., acronimo di Fabbrica Italiana Contadina, progetto nato su iniziativa del Centro AgroAlimentare di Bologna, o CAAB, e gestito di Eataly World, società costituita da Eataly e Coop;  l’ apertura è prevista nel settembre 2017.

F.I.CO. è un progetto ambizioso, un “parco alimentare” in cui il cibo è raccontato dalla nascita fino all’impiego finale passando per la sua trasformazione. Una sorta di “paradiso dei buongustai –  come lo ha definito Oscar Farinetti –  dedicato alla celebrazione della biodiversità italiana”.

Numeri maestosi, che pure non mancano di destare qualche perplessità.

fico eataly

Stando almeno a quanto scrive Kate Krandler, reporter dell’agenzia di stampa americana Bloomberg, che non si lascia impressionare facilmente né dai numeri né dall’ostentazione a oltranza dell’eccellenza dei cibo italiano, e che ha coinvolto l’amministratore delegato di Eataly World, Tiziana Primori.

Dei quaranta gruppi di lavoro, si domanda ad esempio la reporter, quale sarà veramente interessante? E  poi, continua la giornalista, quello spazio tanto sbandierato come dedicato a pascoli e prati, in fondo non è altro che un misero decimo dello spazio totale, vale a dire meno di 10.000 metri quadrati.

Anche se rimane comunque il doppio dei punti vendita Eataly di New York e Los Angeles.

In realtà  Eataly World sta scommettendo parecchio sul nuovo, imponente progetto, che ha comportato l’investimento di ben 100 milioni di euro, così come chiarisce Primori, di cui 55 milioni dal comune di Bologna,  che ha inoltre messo a disposizione lo spazio che già era stato destinato ai   mercati agroalimentari, proprietà pubblica al 90 per cento.

Le aziende coinvolte nella realizzazione di FICO sono circa 2000, e per la realizzazione del progetto  si punta sull’eco-responsabilità, data ad esempio dal  recupero di parte delle piattaforme in cemento già esistenti o   del legno proveniente dal vecchio CAAB, che dona  al tutto una sensazione di “naturale”.

Inoltre, è prevista l’installazione di ben 44.000 pannelli solari, in modo da utilizzare una forma di energia “pulita” e rinnovabile.

Tri-ciclette per tutti

fico eataly

Per facilitare gli spostamenti nell’immenso spazio mercatale, verranno messe a disposizione dei visitatori 500 biciclette a tre ruote per adulti, equipaggiate con cestini per la spesa appositamente progettati dal costruttore di biciclette Bianchi.

“E’ il primo metodo di bike-shopping in un’area di vendita –racconta  Primori–. Abbiamo creato un modo efficiente per muoversi, e anche per fare gli acquisti. Tutti vorranno una bici. Sono come le station wagon, originariamente pensate per il lavoro e poi passate ad essere auto di famiglia per tutti”.

Mucche di lusso

fico eataly

Quasi 10.000 metri quadrati dell’area saranno destinati a ospitare frutteti pascoli e terreni agricoli dimostrativi, che includeranno piantagioni di olive, melanzane, meloni, mandorle e nocciole, per un minimo di circa 30 coltivazioni diverse.

Sui terreni di pascolo, inoltre, troveranno spazio nove tipi di mucche, tra cui la Chianina –dalle cui carni si ottengono  ottime fiorentine–  e cinque tipi di maiali, cinque tipi di capre e cinque tipi di pecore. E poi conigli, oche e faraone.

Il racconto nello spazio di un workshop

fico eataly

I 40 workshop andranno oltre le solite dimostrazioni alimentari cui siamo abituati. Si potrà cioè vedere, ad esempio, come il grano viene trasformato in diversi tipi di farina, sia con la classica macinazione a pietra, sia con i più moderni procedimenti industriali.

Poi si vedrà come la farina sarà trasformata in differenti varietà di pasta. Si potrà inoltre anche osservare come viene munta una pecora sarda e come il suo latte verrà trasformato in ottimo formaggio.

Ma si potrà anche osservare come si produce un prosciutto, partendo dalla salatura della coscia e passando per tutti i momenti del processo di produzione.

Altri workshop saranno inoltre previsti per la produzione della birra e dei vini.

“Ogni giorno, i visitatori potranno vedere come nasce qualcosa”, dice Primori. Ma non si potrà assistere, naturalmente, all’abbattimento o alla macellazione degli animali. “Non trasformeremo la macellazione in uno spettacolo”, continua Primori.

Eataly hotel

Per permettere un’ottimale fruizione dello spazio è prevista anche la costruzione di un hotel, all’interno del complesso, al cui interno saranno disponibili 200 camere, e che aprirà presumibilmente nel 2018.

Cavalcate di realtà virtuale (giostre virtuali)

Ci saranno inoltre sei “cavalcate” virtuali, come le chiama Primori, vale a dire una sorta  di giostre che faranno provare allo spettatore esperienza virtuali relative a campi specifici.

La giostra “L’uomo e il fuoco”, ad esempio,  farà sentire il visitatore, all’inizio, come se si trovasse nel bel mezzo di un incendio, in una seconda parte si dimostrerà poi  l’importanza del fuoco e in una terza parte si verrà sottoposti a un test.

Primori le ha progettate pensando ai bambini: sa bene che la loro attenzione sulla mungitura di una mucca, infatti, non sarà così lunga.

Ristoranti

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Nel grande spazio ci saranno anche 25 tra ristoranti, chioschi e bancarelle, per gustare tutti i classici cibi nostrani quali pasta, pizza, polenta, pesce, carne, verdura o anche frullati di frutta.

La Spritz Station

Previsti anche tre bar, uno tipicamente improntato al classico stile italiano, uno dedicato ai cocktail e uno invece, la Spritz Station, interamente dedicato alla bevanda protagonista dell’aperitivo italiano.

La fontana di Nutella

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No, questa manca, purtroppo

Anche se data la grandezza del progetto, un sogno di questo genere avrebbe anche potuto diventare realtà, come afferma la reporter di Bloomberg: d’altronde, i Nutella- bar sono punti strategici in città  come New York o Chicago.

Ma Primori assicura che ci sono comunque un sacco di prodotti contenenti la morbida crema.

Va bene anche così.

[Crediti | Link: Bloomberg, Dissapore]