di Valentina Dirindin 12 Agosto 2020
cappuccino

Quindici euro per una colazione di due cappuccini e due brioches: a tanto ammonta l’ultimo scontrino che sta facendo il giro dei social, e questa volta è stato battuto a Firenze. La denuncia arriva da un turista italiano che posta l’immagine del conto (senza specificare dove sia avvenuta la sua colazione salata) e racconta la vicenda.

A suo dire, lui e il suo accompagnatore erano in giro per una vacanza cicloturistica, e si trovavano solo di passaggio nel capoluogo toscano. Partiti in treno da Milano al mattino presto, i due, arrivati a Firenze, decidono di fermarsi in un bar in zona stazione per una veloce colazione in una delle città più belle del mondo.

Secondo il racconto del turista, vengono immediatamente invitati a sedersi al tavolo, senza che possano avere possibilità di ordinare al bancone, e gli viene servito quanto richiesto. Due cappuccini e due cornetti vuoti, per un totale di nove euro per le due bevande calde e di sei eruo per le brioches. “è stato talmente tutto così veloce che non abbiamo avuto nemmeno il tempo di capire se i prezzi fossero esposti al banco e riportati sul menu al tavolo. E quando siamo andati a pagare non ci hanno fatto nemmeno lo scontrino fiscale”, dice il turista su Facebook, raccontando di aver pagato e di essere andato via senza protestare.

In effetti, quindici euro (pure senza scontrino) per una colazione sembrano davvero tantini: anche se il locale non viene specificato nella denuncia del cicloturista, dal racconto non sembra trattarsi di un locale blasonato della città, che forse potrebbe anche aver diritto a un sovrapprezzo del genere per il servizio al tavolo. Perché in effetti non è che ci stupisca il fatto che in certi caffè storici di città così rinomate si paghi un cornetto tre euro e un cappuccino quattro: quel che più ci lascia infastiditi, semmai, è l’assenza dello scontrino, o magari – come spesso accade – la totale mancanza di indicazioni sulla tipologia di caffè che ci stanno servendo, o la non artigianalità delle paste: pago volentieri un po’ di più, ma il prezzo non dovrebbe essere dettato unicamente dalla location. Insomma, in casi del genere sarebbe comunque bene contestualizzare, per capire in effetti se c’è spazio per l’indignazione.

Certo, chiunque abbia visto Firenze in questi mesi non può non essere rimasto impressionato dalla desolazione di vedere una simile città senza il suo via vai di turisti internazionali. Però vicende come questa non sono sicuramente il modo migliore per far ripartire l’immagine della città.

[Fonte: La Repubblica]