di Elisa Erriu 17 Aprile 2021
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In Francia sono indignati, infuriati contro il Regno Unito: colpa di antichi dissapori? No, gli inglesi vogliono bloccare le importazioni di foie gras e questo ai francesi non va proprio giù.

Dopo che in Italia da quest’anno il foie gras non si troverà più nei mercati del nostro Paese, anche i funzionari britannici stanno prendendo seriamente in considerazione le restrizioni sull’importazione del foie gras, dopo che il governo britannico lo ha descritto come un prodotto “insopportabilmente barbarico”. E i francesi sono rimasti scioccati da questa dichiarazione: tanto per incominciare “Noi adoriamo il foie gras“: il capo dell’associazione francese dei produttori di foie gras,Marie-Pierre Pé, direttrice del Comité Interprofessionnel des Palmipèdes à Foie Gras (CIFOG), che rappresenta circa 3.500 produttori di foie gras, ha ribattuto così le considerazioni inglesi, descrivendo accuratamente tutte le motivazioni per cui si è indignata dell'”ignoranza” inglese.

Prima di tutto, Pé ha invitato i parlamentari a visitare le fattorie francesi che producono foie gras, per vedere l’alimentazione forzata di anatre e oche e giudicare da soli se sia davvero “crudele e tortuosa”, come affermano gli attivisti per i diritti degli animali. Visto che un’epidemia a inizio anno abbia messo seriamente in difficoltà il mercato del foie gras, Pé ha voluto sottolineare il loro lavoro e quanto sia deplorevole l’eventuale divieto di importazione di “un prodotto perfettamente sano minacciato a livello internazionale“.

Per un Paese che promuove la libertà di commercio, non solo è paradossale ma mostra una mancanza di comprensione della nostra produzione così come il problema dei giudizi basati su percezioni antropomorfiche che l’animale utilizzato nella produzione sta soffrendo”, ha commentato Pé. “Chiaramente, gli inglesi non sanno come facciamo il nostro lavoro. Prima di prendere questa decisione, li invito a visitare un produttore di foie gras in modo che possano prendere una decisione razionale.”

“Non abbiamo nulla da nascondere e operiamo in totale trasparenza”, ha continuato la direttrice. “Le persone devono smettere di immaginare un tubo inserito nella gola delle oche come qualcosa di terribile o dannoso, perché la gola di un’anatra o di un’oca non è per niente come quella umana. Per cominciare, la gola dell’anatra è elastica e alla base c’è una tasca che permette loro di fare scorta di cibo.”

“Il tubo non gli fa male“, ha continuato Pé. “Certo, devi sapere come inserirlo, ma se fatto correttamente l’animale non soffre e sono stati fatti studi scientifici sui possibili effetti della cannula, quindi sappiamo fare il nostro lavoro. La sonda gastrica viene eseguita due volte al giorno rispettando il ritmo digestivo dell’animale. Non possiamo forzare il ciclo digestivo perché se lo facessimo si bloccherebbe e non si otterrebbe il foie gras. Non possiamo dire di tanto in tanto che non ci siano incidenti, ma è eccezionale. Un allevatore non ha alcun interesse a danneggiare i propri animali perché ciò danneggerebbe anche lui.”

Ci sono già alcuni oppositori inglesi che non sono d’accordo a vietare l’importazione e sostengono quanto ha aggiunto Pé, ovvero che la scelta di bloccare l’importazione, potrebbe essere causata da una manovra politica: “visto che il foie gras è un simbolo gastronomico della Francia, penso che ci siano alcuni interessi economici e politici dietro che manovrano questa scelta”, ha detto Pé. “Il foie gras è un tema ricorrente dei gruppi animalisti. Sono loro a produrre immagini sensazionali per influenzare l’economia. Dovremmo chiederci: ‘siamo stati manipolati?’ “

[Fonte: The Guardian ]