formaggio ouleout

Se Jos Vulto avesse continuato a occuparsi di arte moderna invece di mettersi a produrre formaggio, forse sarebbe stato meglio.

Due persone sono morte, negli Stati Uniti, e altre quattro sono state ricoverate, a causa di un’infezione da listeria dopo aver mangiato formaggio artigianale a base di latte crudo non pastorizzato prodotto dal caseificio di Vulto, come riportato dal New York Times.

I due decessi si sono verificati nel Vermont e nel Connecticut, mentre le altre quattro persone ricoverate  si trovano  a New York e in Florida.

Tutti avevano mangiato il formaggio artigianale Ouleout, prodotto dalla Vulto Creamery di Jos Vulto, a Walton, nello Stato di New York;  i primi casi si sono registrati all’inizio di settembre dello scorso anno fino al 22 gennaio di quest’anno.

L’ Ouleout è un formaggio molto apprezzato negli Stati Uniti non solo per il sapore, ma anche per la sua storia singolare: è stato  ideato infatti  da Jos Vulto, olandese, che prima di essere un casaro artigianale  di professione faceva l’artista, con successo e un contratto a lungo termine con il Museum of Modern Art di New York.

Un giorno, sentendo la puzza di rancido che proveniva da un cartone di latte inacidito nel suo frigo, ebbe l’illuminazione (?!) di dedicarsi all’arte casearia, iniziando a produrre il formaggio nel suo piccolo appartamento, e ricavando una nicchia sotto il pavimento per farlo maturare e invecchiare.

Ad oggi,  la sua Vulto Creamery, che produce l’Ouleout, oltre al prodotto incriminato ha richiamato anche altri  tre formaggi a crosta lavata e base di latte crudo, il Miranda, l’ Heinennellie e il Willowemoc, senza peraltro dare indicazioni sulla causa del focolaio di listeria.

La Listeria monocytogenes è un batterio che si trova comunemente nell’acqua e nel terreno, e può contaminare verdure e ortaggi ma anche gli animali, in modo asintomatico.

La listeriosi, vale a dire l’infezione provocata dal batterio, si può inoltre contrarre consumando cibi crudi, carni non perfettamente cotte e molti prodotti lattiero-caseari realizzati con latte crudo non pastorizzato.

I sintomi della listerosi vanno dalla febbre alta alla nausea, alla diarrea, accompagnati da emicrania, dolori muscolari e perdita dell’equilibrio o, nei casi più gravi, encefalite, meningite e forme acute di sepsi (setticemia).

In questi ultimi casi i sintomi possono manifestarsi anche a distanza di mesi dall’ingestione dell’alimento infetto. In particolare, la listeria può essere fatale per bambini, donne incinte, con danni a carico del feto, e anziani.

I casi di listeriosi hanno riaperto la discussione sull’opportunità di consumare formaggi artigianali a base di latte crudo, negli Stati Uniti “scoperti” solo un decennio fa ma subito apprezzati per il loro sapore pronunciato.

In Europa, invece, soprattutto in Francia e Italia, i formaggi a pasta cruda sono da sempre molto diffusi e graditi:  per esempio,  in Francia il 15% di formaggi è a base di latte non pastorizzato.

L’Ouleout è un formaggio a pasta molle, prodotto con latte crudo e con crosta “lavata”, tipo il nostro Taleggio, che viene invecchiato per 60 giorni. La crosta, lavata e spugnata con birra o altre soluzioni, crea il tipico sapore pungente.

Ma non è certo l’unico formaggio artigianale fatto con latte crudo: più della metà dei formaggi artigianali negli USA è a base di latte non pastorizzato.

Ma circola anche un’altra ipotesi sulla causa dell’epidemia di listeria:  il batterio potrebbe provenire non dal latte crudo ma dalle tavole di legno utilizzate per l’invecchiamento del formaggio, o anche dalla fornitura di acqua o dai servizi igienici, così come dal fatto di camminare nei locali di produzione con calzature sporche.

Negli USA, infatti, i regolamenti sulla produzione di formaggio a latte crudo sono meno rigorosi che in Europa, ed è previsto soltanto uno standard, che fissa in 60 giorni l’invecchiamento necessario a bloccare l’eventuale sviluppo di un altro batterio nocivo, l’Escherichia coli.

Grazie all’Ouleout,  Vulto si è guadagnato la fama di eccellente casaro negli Stati Uniti. Emigrato dai Paesi Bassi nel 1990, ha trascorso alcuni anni dedicandosi all’arte contemporanea, con installazioni astratte realizzate in metallo, passando nel 2008 alla produzione artigianale di formaggio nel suo appartamento, per poi aprire a Walton il primo impianto di produzione di formaggio artigianale. Ed è stato subito un successo.

E  oggi, purtroppo, i casi di listeriosi.

[Crediti | Link: New York Times]

commenti (15)

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  1. Avatar Orval87 ha detto:

    Ma allora vietiamo anche l’attraversare la strada a piedi o il volare in aereo, ogni anno ne precipitano…o vietiamo di raccogliere funghi nei boschi perchè qualche fesso che si mangia le amanite c’è sempre…
    La stragrande maggioranza dei formaggi più rinomati al mondo, quelli con anche secoli di storia, sono italiani e francesi (anche spagnoli, tipo nelle Asturie ce ne sono un sacco di ottimi, e anche in UK ce ne sono diversi), moltissimi dei quai a latte crudo.
    Ci sarà un motivo.
    Il latte crudo dà un sapore e delle caratteristiche molto diverse che un latte pastorizzato.
    Qua si sta solo cercando di standardizzare tutto, rendere tutto industriale e dal gusto piatto e omologato.
    Un latte di malga crudo ha un sapore che rende i formaggi di montagna unici, se lo pastorizzi vai a perdere molto.

    1. Avatar DersuUzala ha detto:

      Sottoscrivo tutto il tuo commento.

  2. Avatar Orval87 ha detto:

    Il problema qua mi sembra comunque che sia da additare ad uno che si è inventato casaro dall’oggi al domani.
    Dalle nostre parti i casari che producono DOP e altri prodotti rinomati non si improvvisano, e certi produttori hanno secoli di storia.
    Quindi non mettiamo tutto sullo stesso piano, qua la causa probabilmente è l’incompetenza e/o la negligenza.
    Se si curano tutti i dettagli e si fanno le cose come vanno fatte non c’è problema.
    Altrimenti mangiatevi le barrette degli astronauti e vivete felici così.

  3. Avatar Orval87 ha detto:

    “Negli USA, infatti, i regolamenti sulla produzione di formaggio a latte crudo sono meno rigorosi che in Europa, ed è previsto soltanto uno standard, che fissa in 60 giorni l’invecchiamento necessario a bloccare l’eventuale sviluppo di un altro batterio nocivo, l’Escherichia coli.” ecco qui la risposta 😉 negli USA.
    Nel post su FB potevate specificarlo subito, dal titolo messo là sembra un problema anche nostro…
    No, da noi ci sono caseifici con anche secoli di storia che sanno come si lavora il latte crudo.

    1. Avatar Manuel Fantoni ha detto:

      Eccone un altro di articolo che supporta la mia convinzione dei nord americani cretini a prescindere. La sola cosa buona che hanno e che puo’ esserci veramente utile sono i soldi. Dovrebbero limitarsi a spenderli per venire in Italia e mangiare formaggio a latte crudo fatto da gente con una cultura centenaria alle spalle oppure per comprare i nostri prodotti da esportazione ad un prezzo quintuplicato espressamente per loro.

    2. Avatar Luca non vegano ha detto:

      Manuel, vuoi dire, a parte aver inventato il 90% della tecnologia che usi tutti i giorni? Che popolo di idioti.

    3. Avatar Dirtyfishydishcloth.89 ha detto:

      @Luca non vegano Molta di questa apprezzata tecnologia inventata dagli americani e che usiamo tutti i giorni non ha fatto altro che rovinare il mondo in cui viviamo (diminuzione delle mansioni nel mondo del lavoro, difficoltà di interazione tra gli esseri umani, deficit degli apparati uditivi e visivi, nonché delle capacità di apprendimento e memorizzazione, giusto per citarne alcuni). Quindi più che un motivo per amarli direi che è un motivo in più per odiarli.

    4. Avatar Manuel Fantoni ha detto:

      Luca non vegano, hai mai avuto veramente a che fare con la societa’ nord’americana?
      Il loro stile in qualsiasi ambito e’ sempre lo stesso, lo usano anche per le guerre che fanno. Creano una condizione per cui l’opinione pubblica odi una certa nazione o un certo popolo (come fanno creando una necessita’ non veramente indispensabile) quindi si propongono come gli unici, per forza armata/strategica, (vedi forza produttiva) in grado di risolvere la situazione. Poi invadono quel posto mostrando agli occhi di tutti come difensori della democrazia ma contemporaneamente sfruttano questa situazione a loro favore (vedi sfruttamento di giacimenti petroliferi, controllo dei balcani, finanziamento di Israele, ecc. ecc. ecc.)

  4. Avatar Bruno ha detto:

    Nell’articolo si fa confusione fra formaggio a latte crudo e formaggio a pasta cruda. Sono cose diverse: il primo si ottiene da latte non sottoposto a procedimenti termici come la pastorizzazione; il secondo, indipendentemente dal latte usato in origine, è quello la cui pasta, ottenuta dalla rottura della cagliata, non viene nuovamente riscaldata (altrimenti in base alla temperatura si avrebbero formaggi a pasta semicotta o cotta). Sono procedimenti che danno caratteristiche proprie ad ogni formaggio, ma credo che il punto su cui ci si dovrebbe soffermare è che, indipendentemente del grado di controllo del bestiame e del latte, i formaggi da latte pastorizzato sono più sicuri di quelli a latte crudo. A ciascuno poi la libertà di scelta, eccetto che per le persone che si trovano in condizioni particolari, come le donne incinte, che farebbero bene ad evitare i formaggi da latte crudo.

  5. Avatar ROSGALUS ha detto:

    Speriamo che vada in galera!
    Si perche se non ci andasse troverebbe sicuramente qualche fesso sempre pronto ad importare quelle sue porcherie casearie.

    1. Avatar Orval87 ha detto:

      Ma anche per gli onnivori che non vanno ad acquistare formaggi di quarta segata da pseudo-casari incapaci.

  6. Avatar MAurizio ha detto:

    Tra le cose “naturali” c’è anche la possibilita’ di morire per eventi “naturali” come le contaminazioni batteriche.
    Magari i latti “trattati” (anche con soda …) possono comunque far male, pero’ …
    Basta che si è informati dei fatti e dei potenziali rischi

  7. Avatar S the dd ha detto:

    Usare un goccio di argento colloidale per sanificare il latte senza trattamenti termici ?

  8. Avatar mister d ha detto:

    il titolo è un po’ inquietante. quindi che si fa, smettiamo di mangiare Parmigiano? è mai morto nessuno a causa del Parmigiano?