di Manuela 29 Marzo 2021
farmaco

Andiamo in Francia perché qui il laboratorio farmaceutico Servier è stato condannato per omicidio plurimo colposo e frode aggravata per quanto riguarda il suo farmaco antifame Mediator (farmaco a base di Benfluroex, un derivato della fenfluramina che, a livelli di effetti farmacologici, agisce come un’anoressizzante anfetaminico. In Italia era commercializzato come Mediaxal).

Il medicinale in questione è stato accusato di aver provocato la morte di 1.500-2.100 persone. La sua storia inizia indietro nel tempo, nel 1976: all’epoca il Mediator veniva commercializzato sul suolo francese come farmaco che aiutava nella terapia del diabete, anche se era usato comunemente come antifame. Durante i suoi 33 anni di vita commerciale, il farmaco era stato prescritto a circa 5 milioni di persone, salvo poi essere ritirato nel novembre 2009.

Tuttavia, adesso, dopo un lungo processo, ecco che i laboratori Servier sono stati condannati a pagare 2,7 milioni di euro di ammenda. Secondo Sylvie Daunis, presidente del tribunale che ha gestito il processo, il laboratorio, nonostante fosse a conoscenza dei rischi da molti anni, non ha mai preso i provvedimenti necessari, ingannando così i consumatori del Mediator. Quindi la condanna è stata di omicidio plurimo colposo e frode aggravata, ma non di truffa.

Secondo Daunis, i laboratori Servier hanno minato la fiducia nel sistema sanitaria. Per tali motivi Jean-Philippe Seta, ex numero 2 del gruppo ed ex collaboratore di Jacques Servier (deceduto nel frattempo nel 2014), è stato condannato a scontare 4 anni di carcere con la condizionale. Inoltre è stata condannata a pagare altri 303mila euro l’ANSM, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Farmaco: l’accusa è quella di omicidi colposi provocati da negligenza. In pratica avrebbe tardato a bloccare la commercializzazione del farmaco in questione.

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