di Manuela 15 Luglio 2019
Shake e frullato

Una madre ha messo in guardia dopo la morte della figlia di 25 anni: attenzione a frullati, shake proteici e integratori per il fitness. Meegan Hefford, 25 anni, è stata trovata morta sul pavimento della sua camera da letto. Meegan era una ragazza che si allenava in palestra per ore e ore al giorno, apparentemente in salute, ma che non sapeva di soffrire di una rara malattia che alterava il metabolismo dell’urea. Questa rara malattia unita al fatto che consumasse shake e frullati proteici e integratori, secondo la madre sono state le cause della sua morte.

E’ la madre Michelle a raccontare come siano andate le cose. La figlia Meegan prendeva l’esercizio fisico seriamente e curava parecchio il corpo e l’aspetto fisico. Rimasta incinta a 18 anni, anche dopo aver partorito la primogenita Alexa, era riuscita a trovare il tempo per frequentare la palestra, complice anche l’aiuto di Michelle che le faceva da babysitter. Dopo la nascita del secondo figlio Liam, però, il suo amore per l’esercizio fisico si era trasformato in ossessione. Questo anche per via del fatto che i farmaci che assumeva per affrontare la depressione post-partum l’avevano fatta ingrassare.

Meegan aveva così cominciato a dedicare ancora più tempo alla palestra, con vere e proprie crisi di panico se la madre o il marito Michael non riuscivano a badare ai figli per permetterle di andare a fare sport. Anzi, avrebbe anche implorato la madre di modificare i suoi piani per consentirle di essere libera di andare in palestra. Meegan aveva po iniziato a partecipare alle gare di body building, cominciando anche un rigido regime alimentare fatto di carne rossa, pollo, albumi e, ogni tanto, verdure al vapore. Il tutto condito da shake e frullati proteici, nonostante i medici le raccomandassero di aumentare l’assunzione di proteine naturalmente, tramite il cibo e non tramite integratori e shake.

La madre Michelle non aveva badato troppo a questa dieta: la figlia le sembrava in salute e il cibo le pareva sano, anche perché mangiava in abbondanza, pur evitando gli zuccheri. Tuttavia qualcosa cominciava a non andare per il verso giusto: un giorno Michelle aveva notato le mani della figlia che tremavano mentre beveva un altro frullato proteico condito con i suoi integratori. Così Michelle aveva consigliato alla figlia di passare un po’ meno tempo in palestra, ma per tutta risposta Meegan era uscita per un’altra sessione. Qualche giorno dopo, però, una Meegan sempre più stanca acconsentì a passare un giorno a casa al posto di andare in palestra, in modo da riposarsi.

Ma due giorni dopo, Michelle venne chiamata dai paramedici: Meegan era stata trovata priva di sensi sul pavimento della sua camera da letto. Sulle prime Michelle minimizzò l’accaduto: Meegan era più sana di molte altre persone, di sicuro era solo stanchezza. Ma tre giorni dopo, il verdetto: morte cerebrale per Meegan. La famiglia decise così, insieme ai medici, di disattivare il supporto vitale e donare gli organi di Meegan.

Tuttavia la storia non finisce qui. Facendo alcuni esami medici, Michelle venne a sapere di questo disturbo genetico del metabolismo dell’urea, malattia che aveva Meegan e che ha anche la nipote Alexa. Questa rara condizione fa sì che si accumuli ammoniaca nel sangue, non riuscendo a digerire correttamente le proteine. Le scorie azotate accumulatesi nel sangue provocano danni cerebrali permanenti. Con una dieta corretta e farmaci adeguati, però, è possibile tenere a bada questa patologia.

Come se non bastasse, poco dopo la morte della figlia, Michelle trovò un programma dietetico iper proteico scritto da un personal trainer nell’auto della famiglia. In aggiunta, nella cucina di Meegan ha trovato, poi, integratori proteici nascosti. A due anni di distanza dall’accaduto, adesso Michelle chiede che venga regolamenta la vendita di proteine in polvere e integratori, insistendo affinché le persone facciano dei controlli medici prima di modificare così drasticamente la loro dieta e affermando che solamente i nutrizionisti certificati dovrebbero poter offrire consigli dietetici.

In effetti, in Australia, dopo la morte di Meegan, è stata istituita un’inchiesta nazionale sugli integratori usati nel mondo del fitness. Durante queste indagini, per esempio, è stato trovato in molti prodotti il NABD, sostanza che ha una struttura chimica molto simile a quella delle metanfetamine. Il NABD fa parte di un elenco di sostanze vietate trovate negli integratori per i fitness insieme a DMAA, DMHA e DMBA, i quali sono correlati al rischio di sviluppare ipertensione, vomito, emorragie cerebrali e ictus.

Inoltre i medici consigliano sia di aumentare eventualmente, in questi casi, l’apporto proteico tramite una dieta corretta, sia di leggere attentamente gli ingredienti di frullati, shake e integratori. Anche i nutrizionisti mettono in guardia: le calorie di una porzione di proteine in polvere mescolate a latte intero, potrebbero essere equivalenti a quelle di un Big Mac.

[Crediti | Metro.co.uk]

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