di Marco Locatelli 28 Luglio 2020
frumento

Tempi duri per la produzione di frumento tenero. Come riporta Italmopa, Associazione Industriali Mugnai d’Italia, aderente a Federalimentare e Confindustria, la produzione nazionale del 2020 potrebbe registrare una flessione pari al 5% rispetto al 2019, per un totale di 2,80 milioni di tonnellate in meno.

Cala la quantità, ma resta di alto livello la qualità media del raccolto, anche se dall’associazione di categoria fanno sapere che è stato registrata una riduzione del tenore proteico dei grani destinati alle farine usate per prodotti di lunga lievitazione.

“La produzione nazionale di frumento tenero risulta largamente deficitaria per circa il 65% rispetto alle esigenze quantitative dell’Industria italiana della macinazione”, fa sapere il presidente della sezione Molini a frumento tenero Italmopa, Giorgio Agugiaro.

A preoccupare è anche l’andamento dei consumi di prodotti a base di farine, un trend fortemente condizionato dalla pandemia in corso e dal lockdown che nel primo semestre dell’anno ha messo in ginocchio il settore Horeca, quindi hotel e ristorazione, da cui in condizioni normali arriva il 25% della richiesta di farine.

La crescita delle vendite nei supermercati non è riuscita a tamponare la perdita generale del settore molitorio, che oggi versa in profonda crisi. Il crollo del turismo internazionale e della domanda interna non fanno ben sperare sulle prospettive dei prossimi mesi.