di Cinzia Alfè 7 Febbraio 2017
bicicletta ample hills

Basta!

Basta con le pedalate chilometriche con cui immancabilmente  ci puniamo dopo avere mangiato una morbida e vellutata coppa di gelato,  invitante e  cremosa ma nello stesso tempo anche rovinosamente calorica!

Da oggi, infatti,  le pedalate auto-punenti si faranno “prima”.

Sì, prima. Prima di mangiare il gelato.

Da oggi,  cioè,   potremo smaltire in anticipo gli zuccheri e i  grassi  generosamente regalatici dal  nostro bel gelato semplicemente pedalando. Ma non solo: saranno proprio  quelle pedalate lì a fornire la forza motrice per produrre e mantecare il gelato che andremo a gustare, fornendoci quindi un prodotto che avremo fatto interamente noi, con la forza delle  nostre gambe.

Più autoprodotto di così…

Succede alla Ample Hills Creamery, la più grande gelateria di New York, con sede multipiano a Brooklyn e due altre succursali in città, amata per lo spirito innovativo, i gusti particolari e la varietà dei topping. Ed è proprio qui che si è avuta  la singolare idea.

E’ tutto molto semplice: il cliente arriva, e invece che su un comodo divanetto  viene fatto accomodare su una bicicletta  collegata a un cestello,    provvisto di regolare pala mescolatrice,  dove verranno poi inseriti gli ingredienti: latte, panna, ghiaccio e gusto prescelto.

Dopo essersi seduto, il cliente dovrà  cominciare a pedalare, fornendo così l’energia motrice necessaria a compiere il lavoro di mescolamento.

Trascorsi venti minuti di sano esercizio fisico… voilà, il gelato sarà bell’e che  che pronto. Ancora qualche minuto per refrigerarlo e il capolavoro sarà finalmente  terminato, guarnito con i topping desiderati e soprattutto  autoprodotto. Solamente  più da gustare e assaporare.

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E oltretutto senza nessun senso di colpa o col pensiero di doversi sottoporre alla consueta, desolante  dieta riparatrice: le calorie, infatti,  saranno  già state bruciate in precedenza. In più,  avremo  l’impagabile,   gratificante consapevolezza di averlo fatto noi,  il nostro gelato,  con le nostre mani.

O meglio, per essere precisi, con i nostri piedi.

[Crediti | Eater]