di Valentina Dirindin 5 Dicembre 2020

I giudici di un tribunale in Germania hanno deciso che quelli di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino non sono nomi sufficientemente noti da dover essere tutelati, e che quindi possono diventare il brand di una pizzeria. Il locale in questione, una pizzeria a Francoforte sul Meno, aveva infatti riportato sull’insegna il nome dei due giudici vittime della mafia.

Più che un tributo, sembrava il gofffo tentativo di richiamare l’ormai noiosissimo parallelismo tra “ristorante italiano” e “mafia”, che – pure quando si parla di ristorazione italiana all’estero – spesso purtroppo non è solo noioso, è anche corrispondente al vero: le organizzazioni criminali hanno indubbiamente interessi economici importanti nell’attività della ristorazione, sia in Italia che all’estero. Fatto che probabilmente rende il tutto ancora più grottesco, se mai ce ne fosse bisogno. Perché, francamente, a indignarci basta il fatto che il nome dei due giudici che hanno perso la vita lottando contro le mafie venga utilizzato come un qualunque marchio commerciale.

A sollevare la questione, in difesa della memoria dei due giudici, è stata la professoressa Maria Falcone, che ha denunciato la violazione della memoria di suo fratello e del suo collega antimafia. Il ricorso presentato al tribunale tedesco, però, è stato respinto, perché – secondo i giudici – i nomi dei due magistrati simbolo della lotta alla mafia in Italia sono noti “solo a una cerchia ristretta di addetti ai lavori e non alla gente comune che frequenta la pizzeria”.

Dunque, niente tutela del loro nome o della loro immagine. Tanto più che – specificano i giudici – è passato molto tempo dalla loro morte: “ Giovanni Falcone è morto nel 1992, quindi sono passati circa 28 anni. 30 anni fa, il tema lotta alla mafia era sotto gli occhi di tutti. Oggi non è più così per la collettività”.

[Fonte: La Stampa]