di Valentina Dirindin 30 Ottobre 2019
Gianfranco Vissani

Un anno di astinenza sessuale. Così, senza peli sulla lingua, Gianfranco Vissani, fra le altre cose, ci tiene a mettere a parte della sua vita sessuale il suo pubblico. Lo fa durante una puntata de La Zanzara, celebre programma radiofonico di Radio24 capace spesso di tirare fuori il peggio degli intervistati, pure i sentimenti nostalgici verso Benito Mussolini.

E in questo caso, a tirare fuori il peggio di sé, è il celebre cuoco che, incalzato sul tema “donne”, commenta, con grande eleganza: “È una vita che non tocco una topa. Ma non mi fidanzo, non basta alle donne portarle fuori a cena, vogliono di più”. Chissà cosa vogliono esattamente le donne che frequentano Vissani, che prima si facevano bastare una semplice cena. Sarà forse che (ci permettiamo di azzardare), di fronte a dichiarazioni del genere non è che l’appeal del personaggio salga alle stelle. Strano comunque ricevere dichiarazioni così da uno come lui: c’eravamo quasi convinti di aver travisato le sue dichiarazioni sulle donne in cucina, pensando di essere in mala fede ad averci visto dei risvolti sessisti.

Ma mica solo di cibo e di donne può parlare il buon Vissani, innalzato improvvisamente a ruolo di commentatore delle recenti elezioni in Umbria. Lui, che dichiara di aver votato Salvini, che è addirittura – dice – “il suo idolo”. Anzi, forse il suo idolo potrebbe essere – suggeriamo – Donald Trump, visto che riguardo alla politica sui migranti dichiara, sempre ai microfoni de La Zanzara, che “in questo momento dovrebbe bloccare altro che porti, tutto, mettere una rete alta cinquanta metri”.

D’altronde, in questa edificante intervista, scopriamo che il vero faro politico di Vissani non è Salvini, bensì il caro vecchio Benito Mussolini, che lo chef non manca di elogiare in una nostalgica versione del “quando c’era lui”: “Ha fatto tutto”, ha detto Gianfranco Vissani a proposito del duce. “Pensate al Tevere che era il terzo fiume d’Italia. Partiva dalle Marche, ma il terzo fiume d’Italia deve partire dalla Romagna diceva, e ha spostato i confini. Troppo forte. Ha fatto di tutto e di più, dai su.” Chissà se Vissani, ai tempi di Mussolini, avrebbe avuto tutta questa libertà di parola.