Giappone: chiusi circa 800 locali delle grandi catene per la pandemia

Le 11 principali catene di ristoranti giapponesi hanno chiuso almeno 800 locali dall'inizio della pandemia di Covid-19: l'entità della crisi del settore nel paese è importante.

SUKIYA giappone

Le grandi catene della ristorazione in Giappone hanno chiuso circa 800 locali a causa della crisi provocata dalla pandemia. A fare i conti è il Tokyo Shōkō Research, che pubblica un rapporto sul settore, per calcolare l’entità della crisi economica causata dal Covid-19.

Alla fine di marzo 2021- spiega il rapporto – le catene della ristorazione di 11 diversi operatori contavano complessivamente 8.322 punti vendita, 115 in meno rispetto a tre mesi prima, alla fine di dicembre 2020, quando erano 8.437. Alla fine di dicembre 2019, prima dell’inizio della pandemia, c’erano in totale 9.114 ristoranti, il che significa che da allora ne sono stati chiusi in totale 793.

Saizeriya giappone

L’unico ristoratore degli 11 censiti dal rapporto ad aumentare il proprio numero di locali è stato Saizeriya, che ha aggiunto al proprio gruppo sette unità, passando da 1085 punti vendita a 1092. Al contrario, Joyfull, una catena con sede principalmente nel Giappone occidentale, ha visto un calo da 882 a 682 negozi e Atom, che include la catena di ristoranti Steak Miya, è passato da 468 a 367 negozi, il che significa che entrambi questi operatori hanno visto una riduzione di oltre il 20% locali, rispetto a prima della pandemia.

La pandemia e le conseguenti restrizioni hanno quindi avuto un effetto importante sui grandi gruppi della ristorazione giapponese e la situazione – dice Tokyo Shōkō Research – è probabilmente destinata a peggiorare ulteriormente: “. L’affitto a Tokyo, in particolare, è relativamente costoso, quindi è inevitabile che ci saranno cambiamenti lì”.

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