di Cinzia Alfè 22 Maggio 2017
gino fabbri

Certo che essere tra i pasticcieri più prestigiosi d’Italia, un decano dell’Arte Bianca, e non vedere la propria attività inserita in una Guida gastronomica della propria regione pubblicata da Repubblica, un leggero fastidio lo deve provocare.

Se poi Repubblica, dopo la clamorosa esclusione, ti invita come testimonial alla presentazione della stessa Guida, la cosa assume i contorni della farsa, o meglio di una sonora presa per i fondelli.

Questo deve aver pensato Gino Fabbri, sublime pasticciere di Bologna, in assoluto tra i preferiti di Dissapore, che dopo essersi visto snobbato dalla Guida Emilia Romagna di Repubblica ha esternato la propria amarezza con un lungo sfogo sulla propria pagina Facebook.

“Che strano! – scrive Gino Fabbri -, mercoledì scorso vengo invitato da Repubblica per la presentazione della guida Emilia Romagna come testimonial, poi sfogliando la guida noto che non ci sono, come mancano diverse pasticcerie di Bologna che non usano additivi, margarine, surrogati di cioccolato o vanillina, insomma producono per chi cerca la qualità.

Se le linee di tendenza delle guide sono queste preferisco non esserci, e starò attento in futuro a partecipare a simili commedie…”.

In seguito allo sfogo,  i commenti di solidarietà si sono ovviamente sprecati, tra cui anche  quello di Guido Cerasa, che delle guide di Repubblica è il direttore.

Mortificato per la “grossolana dimenticanza”, Cerasa così si è scusato:

“Caro Gino, la tua non inclusione tra i protagonisti della Guida è stato un errore imperdonabile. Sai, quando tutto fila liscio c’è la corsa a mettersi in vetrina. Se qualcosa va male nessuno ci vuol mettere la faccia. Io non sono abituato a queste modalità.

Pur non avendo responsabilità dirette in questa non bella pagina ti dico che la responsabilità è tutta mia. E ti chiedo scusa. Spero di poter rimediare in qualche modo prima della pubblicazione della prossima guida. Verrò a trovarti a Bologna per unirmi al popolo che adora le tue creazioni”.

Insomma, il direttore della Guida ammette lo svarione imperdonabile, e  si scusa riconoscendo che “la responsabilità è tutta mia”, pur precisando di “non avere responsabilità dirette in questa non bella pagina”.

Balletto delle responsabilità a parte, gli errori nelle Guide accadono ugualmente, e purtroppo anche molto spesso.

E a farci le spese non sono soltanto i valutati, ma in particolare, nei casi clamorosi come questo, la credibilità degli stessi valutatori.

[Crediti | Link: Facebook]

commenti (1)

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  1. Avatar antonino gasparo ha detto:

    La cosa ha una spiegazione semplicissima:vengono presi in considerazione i nomi segnalati dalle grandi aziende che riforniscono le pasticcerie.Queste aziende,naturalmente,segnalano i nomi dei propri clienti.Evidentemente il sig. Gino Fabri,non usando additivi,margarina,surrogato di cioccolatto e semilavorati vari,non è cliente di queste aziende che quindi non hanno nessun interesse a segnalarlo alle guide. Le guide dal canto loro trovano più conveniente farsi fare le segnalazioni piuttosto che fare un’accurata e costosa ricerca sul territorio.