di Valentina Dirindin 29 Luglio 2019
gino sorbillo

Gino Sorbillo, dopo le intercettazioni pubblicate dal Corriere del Mezzogiorno (dalle quali si fa strada l’ipotesi che lui sapesse che la bomba carta non era rivolta alla sua pizzeria), e dopo aver chiuso i commenti sui suoi account social, si difende dalle accuse con un’intervista a Il Mattino di Napoli.

Alla notizia che la bomba di gennaio non fosse rivolta a lui, Sorbillo risponde: “Questo non cambia nulla, io non arretro di un passo, resto un baluardo contro la camorra perché sono un figlio del centro storico e non posso accettare di vedere la mia terra stritolata dagli estorsori”.

E, anche se è venuto fuori che la bomba carta non era rivolta a lui, Sorbillo racconta lo stress subito in quei giorni: “Ne avrei fatto molto volentieri a meno. Credetemi.”, dice Sorbillo al Mattino. “Chi dice queste cose provi a essere svegliato nel cuore della notte dalla notizia che è una bomba è scoppiata davanti al suo locale”. Insomma, non una cosa per cui volersi fare della pubblicità, puntualizza il pizzaiolo. “Sono parole, solo parole”, dice Sorbillo parlando delle intercettazioni in cui il suo collaboratore Pasquale parla di 500 euro di danni per un milione di pubblicità. “Con quella persona ho parlato anche ieri e ho già chiarito”.

“Voglio lanciare una sfida”, dice Sorbillo, “io sarò sempre a combattere la camorra e gli organi di informazione non ne sapranno nulla. Non ho bisogno di questo tipo di pubblicità ma ho un gran bisogno di vedere il mio quartiere che si scrolla di dosso la melma della camorra”. E su questo, siamo d’accordissimo con Sorbillo.

[Fonte: Il Mattino]