di Valentina Dirindin 4 Novembre 2020
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Il premier Giuseppe Conte ha firmato poco dopo la mezzanotte il nuovo DPCM, che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale domani mattina.

Il decreto prevede i famosi lockdown locali, di cui si è tanto parlato in queste ore dopo che il Presidente del Consiglio ne aveva accennato durante il suo intervento alla Camera dei Deputati. L’Italia, come si prevedeva, sarà divisa in tre diverse aree, a seconda dell’indice dei contagi e delle fasce di rischio: ciascuna area sarà sottoposta a misure diverse e di differente entità.

Fonti governative sottolineano infatti che l’impianto generale del DPCM resta quello delle ultime bozze, nonostante la richiesta delle Regioni di agire diversamente e di non essere esautorate dai loro compiti “ponendo in capo al Governo ogni scelta e decisione sulla base delle valutazioni svolte dagli organismi tecnici”, come aveva scritto in una  lettera inviata dal presidente della Conferenza delle Regioni e Province autonome, Stefano Bonaccini, al premier Conte .

Proprio questo braccio di ferro con gli enti locali ha causato notevoli ritardi agli ccordi sul nuovo decreto. Alla fine, però, è confermata la linea del governo: dal 5 novembre ad almeno il 3 dicembre il Paese sarà diviso in zone rosse (ad alto rischio), arancioni (intermedio) e verdi (con rischio minore). Le regioni inserite nella prima area dovrebbero essere Lombardia, Piemonte, Calabria, Alto Adige e Valle d’Aosta. Nella zona arancione rientrerebbero invece Puglia, Liguria e forse anche il Veneto e Campania.

L’inserimento in una zona rossa prevede quello che è stato a lungo definito un lockdown soft, sul modello di altri paesi europei: chiusi negozi e attività commerciali, , fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari. Chiusi anche mercati, bar e ristoranti, anche se rimane consentita la consegna a domicilio e l’asporto fino alle 22. Bar e ristoranti chiusi, pare, anche nelle zone arancioni, dove invece i negozi possono rimanere aperti.

Per tutta Italia si prevedrebbe inoltre il coprifuoco “dalle ore 22 alle ore 5”, con spostamenti consentiti esclusivamente se “ motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute”.

“È stata un’intensa giornata di lavoro con Regioni e Enti locali caratterizzata da confronto continuo e leale collaborazione”, ha detto  il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia. “Dal governo sono state elaborate e trasmesse indicazioni chiare per le misure nazionali e per le restrizioni potenziali da attuare, in automatico, nei territori ritenuti in condizioni sanitarie più critiche. Così come saranno automatici e tempestivi tutti i ristori per le attività colpite”.

[Fonte: Ansa]