I ristoratori inglesi sono i primi a vietare gli occhiali Meta. Almeno, i primi a porre nel settore la questione della privacy che questo dispositivo porta necessariamente con sé, e che non riguarda solo i ristoranti, i bar o i pub, ma in generale tutti gli ambienti pubblici. E mentre il mondo si divide tra chi si pone la questione, anche per il futuro, e chi invece pensa che indossare un paio di occhiali capaci di riprendere non sia poi così dissimile dall’andare in giro con uno smartphone (e quasi a nessuno verrebbe in mente di vietare di andare al ristorante con lo smartphone, almeno non per motivi di privacy), i ristoratori inglesi iniziano a muoversi in un senso molto chiaro, ovvero vietando gli “occhiali spia” nei loro esercizi.
Cosa sono e quanto costano gli occhiali Meta
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I Meta Ai glasses vengono presentati come gli occhiali del futuro presente, e solo il tempo ci dirà se effettivamente è così. Sostanzialmente, l’idea è di portare una serie di funzioni direttamente sugli occhi, e quindi fare un ulteriore regalo alla nostra pigrizia, lasciando ferme le mani.
Con gli occhiali addosso si può fotografare, registrare, ascoltare la musica (grazie agli altoparlanti open-ear Bluetooth integrati, che non bloccano l’audio ambientale) e pure interpellare Meta, attivando la risposta al grido di “Hey Meta”, e c’è solo da sperare che il tutto funzioni meglio della mia Alexa, che una volta si e l’altra anche mi dà risposte a casaccio alle domande che le pongo.
I costi dei Meta Ai glasses sono importanti, ma non proibitivi: si parte da 247 euro per i Rayban Wayfarer di prima generazione, che però sono già stati sorpassati (come accade per gli smarphone) da quelli di seconda generazione, per cui si spende poco meno del doppio.
Che ne pensano i ristoratori inglesi
Ed è il The Guardian a raccogliere i primi feedback da parte di alcuni ristoratori inglesi, che hanno deciso di vietare l’utilizzo degli Ai glasses nei loro esercizi. Il celebre ristoratore Jeremy King, proprietario di locali londinesi come Simpsons in the Strand, Arlington e The Park, ha spiegato che non intende permettere “alcuna violazione della privacy degli ospiti, se non attraverso gli occhi con cui siamo nati”. E sono diversi i locali in cui, già di base, le riprese video non sono consentite.
Anche una catena di pub, Wetherspoons, ha deciso di non permettere ai suoi clienti di registrare video usando gli occhiali all’internod ei suoi locali. Il tema è che gli occhiali Meta, ancora non troppo diffusi e comunque sempre confondibili con occhiali normali, permettono di registrare in maniera furtiva, a differenza di quanto potrebbero fare altri dispositivi più evidenti. C’è anche da aggiungere, però, che quando si attivano le riprese sugli occhiali compare una piccola luce LED lampeggiante, inserita proprio per evitare violazioni della privacy.
Il tema sembra essere la futura diffusione di questi dispositivi: se effettivamente avranno un successo paragonabile agli smartphone, i problemi di tutela della privacy si porranno, e non solo nel Regno Unito.