Gli orango preferiscono il cibo che ricorda i momenti belli passati con gli amici

Un esperimento sugli orango ha collegato la preferenza del cibo consumato in momenti in cui gli altri orango ridono. Cosa può significare per noi umani?

Gli orango preferiscono il cibo che ricorda i momenti belli passati con gli amici

Una volta dicevamo che la convivialità a tavola è un fattore che ci divide dagli animali, e invece pare che non sia così: un nuovo studio scientifico assottiglia ancora un po’ le differenze tra la nostra specie e quella degli oranghi, dimostrando come anche loro mangino più volentieri quando il cibo è associato alle risate degli amici.

Il 21 ottobre 2026 è stato pubblicato sulla rivista scientifica Biology Letters, uno studio dal titolo Play vocalizations induce affective bias in reward learning and memory in orangutans (Le vocalizzazioni del gioco influenzano emotivamente l’apprendimento e la memoria delle ricompense negli oranghi). Erica Cartmill, professoressa di antropologia e scienze cognitive all’Indiana University (Stati Uniti) e autrice senior dello studio, ha spiegato che la ricerca fa parte di un progetto più ampio che indaga se gli animali provino gioia e quali siano le implicazioni di queste emozioni in ambiti come la cognizione e l’apprendimento.

Come si è svolto l’esperimento sugli oranghi

orango banane

L’esperimento è stato condotto su sei oranghi ospitati in due strutture zoologiche. Per prima cosa, i ricercatori hanno insegnato agli animali a cercare del cibo nascosto dentro alcune ciotole, coperto da muschio o da segatura.

Le banane sono a un passo dall’estinzione, che ci crediate o no Le banane sono a un passo dall’estinzione, che ci crediate o no

Poi è iniziato l’esperimento vero e proprio. A ogni orango venivano presentate due ciotole: una conteneva un boccone appetitoso nascosto, per esempio, sotto la segatura, mentre l’altra conteneva soltanto del muschio, senza nulla da mangiare. Prima di mostrare le ciotole, però, i ricercatori facevano ascoltare agli animali una registrazione.

Per ciascun animale, uno dei due materiali veniva associato alle risate di altri oranghi, l’altro a rumori ambientali, come quello del vento. In questo modo gli oranghi imparavano a collegare la scoperta del cibo non soltanto a un materiale, ma anche a un particolare contesto sonoro.

Il quinto giorno è arrivata la prova decisiva: i ricercatori hanno presentato agli oranghi due ciotole, ciascuna con uno dei materiali utilizzati nei giorni precedenti, ma questa volta entrambe contenevano del cibo.

Il risultato è che gli oranghi tendevano a preferire la ciotola con il materiale che, nei giorni precedenti, era stato associato alle risate dei loro simili. Quattro dei sei animali hanno mostrato una preferenza netta. In sostanza, a parità di ricompensa, sembravano attribuire un valore maggiore al cibo associato a un’esperienza emotivamente positiva.

Gli scienziati non si sono limitati a dire che il risultato segnala la preferenza degli orango per il cibo in un contesto comunitario e piacevole, ma hanno invece formulato un’affermazione più generica: gli oranghi preferiscono quello che hanno imparato in momenti in cui sono stati bene. Il che ovviamente apre la ricerca anche a noi, cugini “evoluti” degli oranghi: anche noi scegliamo di continuare a fare solo le cose che abbiamo imparato mentre eravamo felici? L’autrice dello studio suggerisce ovviamente delle possibili applicazioni all’apprendimento scolastico.

Il fatto, tuttavia, che l’esperimento coinvolga il cibo – dal nostro punto di vista – non può essere considerato un fatto accessorio. Questo esperimento suggerisce anche che il cibo possa essere una piacevolezza anche per gli animali, e non solo una necessità istintiva; in questo caso, dunque, la risata degli altri oranghi sembrerebbe moltiplicare le sensazioni positive associate al cibo. Invece, che questo funzioni allo stesso modo quando apprendiamo la matematica, ci sembra sia un salto un po’ più spericolato.

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