di Chiara Cajelli 22 Giugno 2019
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A poco più di 30 km dal porto di Livorno c’è Gorgona, un’isola in cui spicca il vino Frescobaldi e caratterizzata da un fatto unico: quasi tutti sono residenti carcerati.

Quel “quasi tutti” si riferisce ad una evidente eccezione: una ultranovantenne che non ha intenzione di andarsene dalla sua terra, dai suoi ricordi e dai suoi… concittadini. Questi sono un novero di carcerati e squadra del carcere – 95 detenuti e 24 agenti di polizia penitenziaria – il direttore Carlo Mazzerbo, gli educatori del carcere di Livorno, operai per la manutenzione della colonia penitenziaria di Livorno, enologi e agronomi.

Cosa c’entrano enologi e detenuti? Sull’isola è prodotto un vino bianco pregiato, dal costo elevato, derivato dalla coltivazione di uve Ansonica e Vermentino. A tenere le vigne sono proprio i carcerati, assunti dall’azienda Frescobaldi che monitora questo progetto.

A Gorgona sono mandati solo i detenuti che, a fine pena, sono ritenuti idonei al progetto.

Fonte: Il Giornale.it