di Chiara Cajelli 22 Giugno 2019
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A poco più di 30 km dal porto di Livorno c’è Gorgona, un’isola in cui spicca il vino Frescobaldi e caratterizzata da un fatto unico: quasi tutti sono residenti carcerati.

Quel “quasi tutti” si riferisce ad una evidente eccezione: una ultranovantenne che non ha intenzione di andarsene dalla sua terra, dai suoi ricordi e dai suoi… concittadini. Questi sono un novero di carcerati e squadra del carcere – 95 detenuti e 24 agenti di polizia penitenziaria – il direttore Carlo Mazzerbo, gli educatori del carcere di Livorno, operai per la manutenzione della colonia penitenziaria di Livorno, enologi e agronomi.

Cosa c’entrano enologi e detenuti? Sull’isola è prodotto un vino bianco pregiato, dal costo elevato, derivato dalla coltivazione di uve Ansonica e Vermentino. A tenere le vigne sono proprio i carcerati, assunti dall’azienda Frescobaldi che monitora questo progetto.

A Gorgona sono mandati solo i detenuti che, a fine pena, sono ritenuti idonei al progetto.

Fonte: Il Giornale.it

commenti (2)

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  1. Avatar Andrea Cuomo ha detto:

    Le informazioni contenute in questo pezzo sono prese da un articolo da me scritto per il Giornale dopo una visita dell’isola. Ma l’autrice si guarda bene dal citarlo, ignorando una delle regole base 1) dell’etica professionale; 2) della correttezza umana. Grazie

    1. Avatar Chiara Cajelli ha detto:

      Ciao Andrea. Ho immediatamente aggiunto la fonte, che non ho incluso per svista. Grazie per avermelo segnalato, buona giornata!