di Marco Locatelli 31 Marzo 2020
Grano duro

L’obbligo di indicare in etichetta l’origine di alimenti come il grano per la pasta di semola, ma anche pasta, riso, derivati del pomodoro e prodotti lattiero caseari è stato prorogato fino al 31 dicembre 2021. L’obbligo sarebbe dovuto scadere il primo di aprile, ma l’emergenza coronavirus ha evidentemente cambiato le carte in tavola.

Una proroga attesa dall’82% degli italiani che con l’emergenza coronavirus sugli scaffali cercano prodotti Made in Italy per sostenere l’economia ed il lavoro degli italiani – come fa sapere Coldiretti -.È quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixe’ in merito alla attesa proroga dell’obbligo di indicazione dell’origine anche per il grano per la pasta di semola, del riso e del pomodoro nei prodotti trasformati firmato dai ministri delle Politiche agricole Teresa Bellanova e dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli con il decreto che prolunga i provvedimenti nazionali in vigore oltre il 1 aprile, data di entrata in applicazione del regolamento Ue 775/2018.

“Anche in questo caso di fronte all’atteggiamento incerto e contradditorio dell’Unione Europea che obbliga ad indicare l’etichetta per la carne fresca, ma non per quella trasformata in salumi, per la frutta fresca, ma non per i succhi, l’Italia che è leader europeo nella trasparenza e nella qualità ha il dovere di fare da apripista nelle politiche alimentari comunitarie – ha affermato il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che – in un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti”.

In Italia è in vigore l’obbligo di indicare in etichetta l’origine per pelati, polpe, concentrato e degli altri derivati del pomodoro grazie alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale 47 del 26 febbraio 2018, del decreto interministeriale per l’origine obbligatoria sui prodotti come conserve e salse, oltre al concentrato e ai sughi, che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro. Il 13 febbraio 2018 era entrato in vigore l’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano per la pasta e del riso.