di Cinzia Alfè 4 Settembre 2017
le fooding

In apparenza inconciliabili tra loro, si sono appena unite in una liaison gastronomica che farà discutere.

Da una parte Le Fooding, guida al buon mangiare  (più rivista, sito e app) diventata un’autorità incontestabile nel mondo della ristorazione francese grazie allo stile diretto, essenziale, metropolitano e anti-convenzionale.

Dall’altra la guida più famosa del mondo, la “rossa” Michelin, sempre francese ma dai modi alteri, contrappuntati da stellette, chiocciole o cappelli.

Modi e simboli contro cui Le Fooding è stata fondata 16 anni fa da Alexandre Cammas, all’insegna di giudizi diretti, popolari, quali “troppo buono”, “microprezzo”, “da non perdere” o anche “antidepressivo”. In una specie di ritorno al cibo inteso come nutrimento, gratificazione e momento di convivialità.

Ma ora Michelin, che ha acquisito il 40% di Le Fooding, entra di fatto nel mondo delle recensioni di locali più friendly, giovani e alla portata di tutte le tasche.

Da ricordare che nel luglio scorso il gruppo Michelin aveva acquisito il 40% di “The Wine Advocate”, la società proprietaria del sito “robertparker.com”, uno dei più potenti influencer del pianeta in fatto di vini e critica enologica.

Dal canto loro, Alexandre Cammas e la sua socia Marine Bidaud, fondatori di Le Fooding, continueranno ad avere incarichi dirigenziali nella nuova compagine societaria.

Fooding, fusione tra i termini “ food” e “feeling” è il neologismo che riassume un’idea di ristorante che va oltre lo stile di cucina proposto nei locali, tenendo in considerazione anche l’ambiente, il servizio e l’atmosfera del locale.

Secondo il comunicato stampa rilasciato oggi, l’accordo ha l’obiettivo di unire diverse esperienze gastronomiche come incontri con chef, eventi e offerte speciali.

“Questa partnership contribuirà anche alla diffusione della nostra guida in altre grandi città francesi e straniere”, ha specificato Cammas.

L’acquisizione è sorprendente e logica allo stesso tempo: sin dagli esordi, Le Fooding ha rappresentato l’alternativa alle guide classiche, in grado di intercettare i trend gastronomici prima che diventassero mainstream, trasformando in star degli chef semi-sconosciuti nel giro di una notte, oltre a espandersi negli USA con food festival tenuti a New York e Los Angeles (pure a Milano).

Alexandre Taisne ha chiarito il significato dell’acquisizione da parte del gruppo Michelin:

“Questa partnership tra Michelin e Fooding mira a creare esperienze gastronomiche esclusive e diverse per i clienti, dalle scoperte di tavole di alta qualità, incontri con gli chef a eventi fatti su misura o progettazione di offerte speciali con i partner. Sulla scena francese, ma anche su scala internazionale”.

Insomma, alla fine anche Michelin ha deciso di accettare e benedire la diversità di Le Fooding, anzi, ha comprato il 40% di questa diversità.

[Crediti | Link: Le Figaro, Dissapore]