di Marco Locatelli 20 Gennaio 2021
cibo bio

Grazie ad un finanziamento di oltre 4,2 milioni di euro da aperte della Commissione europea nell’ambito del programma Horizon 2020, parte il progetto “h-Alo” per lo sviluppo di un sensore ottico portatile che andrà a scovare e analizzare i batteri negli alimenti a Km0.

Si tratta quindi di un progetto dedicato ai cibi provenienti da catene produttive della filiera corta e che ne vuole garantire la qualità e la sicurezza.

A lavorarci è l’Istituto per lo Studio dei materiali nanostrutturati del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismn) e Warrant Hub (Tinexta Group), azienda di consulenza alle imprese.

Il progetto per questo innovativo sensore ottico ha la durata di 36 mesi, durante i quali verrà validato in laboratori ma anche provato sul campo, ad esempio, nelle catene del latte crudo o della birra artigianale.

Partner italiani del consorzio “h-Alo” sono Confagricoltura e The Circle Società Agricola Srl (entrambi clienti di Warrant Hub), l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie e Plasmore Srl. A questi vanno aggiunti Wageningen Food Safety Research e Innosieve Diagnostic (entrambe olandesi), Rise Research of Sweden, il Fraunhofer Institute for Electronic Nano Systems (Germania) e 7Bulls (Polonia). (ANSA).

Fonte: Ansa