Hamburger Day: mo’ ve lo buchiamo, ‘sto smash burger

La moda degli smash burger è francamente sfuggita di mano, e qualcuno doveva pur dirlo.

Hamburger Day: mo’ ve lo buchiamo, ‘sto smash burger

E così, in un anno in cui ogni giorno è dedicato a qualcosa di diverso, scopriamo che il 28 maggio è l’hamburger day. Il giorno dedicato al comfort food americano per eccellenza, quello che va a finire dentro i panini a forma di seno materno (sarà verità o sarà leggenda?) insieme a una squintalata di ketchup (maionese no, quella è una roba europea, come insegna Pulp Fiction), ai sempre dannatamente presenti cetrioli e pure a una fetta di pomodoro e una foglia di lattuga, così il tutto sembra più healty di quello che è, e ci sentiamo meno in colpa.

Inutile specificarlo, probabilmente, ma no, non sono un’amante degli hamburger. Per nulla. Li detesto proprio, da sempre, da quando ero piccolissima. Per questo, probabilmente mi piacciono un pochino (ma giusto un pochino) di più gli smash burger, che non sono manco lontanamente buoni come gli hamburger (per chi ama gli hamburger, s’intende). E quindi la domanda non è perché piacciano a me, ma perché piacciano a voi.

Hamburger o svizzerina?

mani che formano gli hamburger

Che poi, a costo di passare per più vecchia di quello che sono e per più Lollobrigidiana di quello che sono, ricordo ancora il tempo in cui l’hamburger si chiamava svizzerina. Si faceva fare dal macellaio sul momento, macinando la carne e pressandola in una polpetta, si portava a casa, si cuoceva da un lato e dall’altro e bon, la cena era pronta tutti a tavola. E i bambini erano felici (tutti tranne me, a dire il vero), perché la svizzerina era buona, pure senza le squintalate di ketchup sopra, magari – quello sì, di brutto – accompagnata dalle patatine fritte, o pure al forno.

Una cena della domenica, una cosa da piccolo giorno di festa in famiglia, mica la serata del minestrone.

Poi sono arrivati i fast food, e dalla Svizzera siamo passati ad Amburgo, recuperando la dicitura anglosassone per indicare quel che già in realtà avevamo ampiamente nella nostra tradizione gastronomica, che è fatta di carni bovine di grandissima qualità (dalla Fassona, che a dire il vero non è esattamente l’ideale per la svizzerina, considerata la sua magrezza, alla Chianina, solo per citarne due) e che insomma, forse non aveva bisogno di tutto quel ketchup e quella Coca Cola accanto.

Ma forse sto diventando vecchia e nostalgica io, mi perdonerete. Però se sono stata buona e zitta ad assistere al passaggio dalla svizzerina all’hamburger, ora è tempo di ribellarsi: ora ve lo buco ‘sto smash burger.

Lo smash burger ha fracassato le scatole

Nulla di personale, anzi. Lo smash burger è riuscito a farsi mangiare pure da me, che odio la granulosità degli hamburger e quei pezzetti che si sfaldano in bocca, magari ancora un po’ crudini (lo sapete sì che l’hamburger andrebbe cotto bene?) .

Quindi viva lo smash burger? No, per niente, perché siete riusciti a farmelo andare di traverso. Dio mio, ora non solo non esiste più la svizzerina, ma sembra scomparso anche l’hamburger. Dove ti giri ti giri, è tutto uno smash burger. E non è che non ci siano realtà di qualità, giovani progetti colorati e pure buoni. È proprio che hanno fracassato le scatole tutti quanti, con questa moda di farmi trovare uno smash burger a ogni angolo. Creativi, semplici, maialissimi, gourmet: basta che sia smash burger, e niente, eccoci proiettati nella new wave dello street food figo.

Eppure c’è stato un tempo vicinissimo (ma vicinissimo davvero) in cui non avevamo idea di cosa fosse uno smash burger, ci voleva Joe Bastianich a spiegarcelo perché altrimenti non la capivamo mica, questa cosa di schiacciare la carne sulla piastra per farla bruciacchiare. E se non la capivamo un motivo c’era pure, ed era molto semplice: a noi era stato sempre detto che quel gesto lì, quello di schiacciare la svizzerina mentre la si cuoce, era tipo il gesto anticristico della carne fatta bene. Fai uscire tutti i succhi, ti dicevano, e la rovini. E poi bruciata. Ma perché? Solo a me – che odio gli hamburger – piace la carne bruciata. E lo dico senza alcuna attenzione per la salute, perché il bruciacchiato è sempre la parte migliore di ogni lasagna, pure se non fa proprio bene. Ma l’avete mai sentito voi un amante della carne ordinare una bistecca e dire al cuoco “mi raccomando, la schiacci ben bene mentre la cuoce, che la voglio proprio bruciacchiata in superficie”.

Ecco, a me spiace eh, perché lo so che ci sono tante realtà giovani belle e colorate che fanno smash burger lavorando anche bene. Ma ragazzi, qualcuno doveva pur dirlo, in nome dell’hamburger day.