Heineken taglia 6000 posti di lavoro, e probabilmente c’entra una riorganizzazione digitale

Dimissioni del CEO e tagli importanti a livello globale per un'azienda che mantiene comunque utili in aumento rispetto al 2024.

Heineken taglia 6000 posti di lavoro, e probabilmente c’entra una riorganizzazione digitale

Heineken taglierà fino a 6.000 posti di lavoro a livello globale nei prossimi due anni: si tratta di quasi il 7% della sua forza lavoro. Si prevedono risparmi per circa 500 milioni di euro all’anno; le misure includeranno anche la chiusura di birrifici, con impatti significativi soprattutto in Europa.

I tagli arrivano appena un mese dopo le dimissioni dell’amministratore delegato Dolf van den Brink, in carica da sei anni. Le sue parole, riportate tra gli altri da Brussel Signal (una testata giornalistica militante sull’impatto delle politiche in EU), sono: «La nostra prima priorità è accelerare la crescita, finanziata da un aumento della produttività e da cambiamenti nel modello operativo che comporteranno un significativo intervento sui costi nei prossimi due anni».

L’azienda ha rivisto la previsione sugli utili per il 2026, stimando una crescita tra il 2% e il 6%, uno o due punti percentuali in meno rispetto al 2025. Ma da solo questo dato non basta a spiegare un piano di licenziamenti così importante.

L’altro fattore è sicuramente il calo dell’1,2% dei volumi totali di birra venduta registrato lo scorso anno rispetto al 2024. Le vendite globali sono diminuite soprattutto in Europa e in America: le ragioni sono legate in parte all’aumento del costo della vita e in parte al fatto che, soprattutto tra le nuove generazioni, l’alcol non è più così “cool”. Non è un caso che Heineken Silver, una birra con il 4% di alcol, sia invece cresciuta di quasi il 30%. E non è nemmeno un caso che uno dei più celebri birrifici monastici della Germania sia stato recentemente venduto. Per fortuna dei birrifici, come avevamo già avuto occasione di far notare, i nuovi mercati continuano a sostenere le aziende produttrici di birra.

Come mai si riduce la forza lavoro in un’azienda florida?

heineken birra

Heineken, infatti, è tutt’altro che un’azienda in crisi: nel 2025 ha registrato un aumento del 4,4% dell’utile operativo, salito a 4,39 miliardi di euro.

Insomma, a fronte di utili comunque in crescita e di una produzione che si mantiene alta, i tagli annunciati sono giustificabili solo accettando un fatto: Heineken sta probabilmente sfruttando, come molte grandi aziende, le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale per ottimizzare le procedure di lavoro. È l’ipotesi avanzata da Brussel Signal; il che si collegherebbe a un processo di digitalizzazione interna che l’azienda aveva già avviato a fine 2025, con tagli e riassegnazioni di circa 400 posti di lavoro a seguito della riorganizzazione della sede centrale di Amsterdam, volta ad aumentare l’efficienza e ridurre i costi.

Una tendenza che si sta registrando in tutte le grandi aziende, con Amazon a fare da capofila, e che probabilmente arriverà presto anche alle realtà più piccole, catapultando il mercato del lavoro in una serie di trasformazioni di cui oggi è difficile stimare la reale portata.

Dopo la dichiarazione sui tagli, le azioni Heineken sono salite fino al 4% ad Amsterdam, raggiungendo il livello più alto degli ultimi sei mesi. È il mercato, bellezze.