di Nunzia Clemente 1 Settembre 2016

Ammettiamolo: a chi di noi, fanatici e amanti appassionati del cibo in tutte le sue forme, dalla fase di preparazione a   quella, finale e graditissima, della degustazione, non è mai passato per la testa il sogno di aprire un ristorante?

In fondo, ci diciamo spesso, cuciniamo benino, parenti e amici ci fanno i debiti complimenti e spignattare nella nostre cucine ci intriga più che stare bloccati dietro la scrivania dell’ufficio per lunghe ore in compagnia coatta di colleghi malmostosi.

Bene, ora finalmente il nostro sogno potrà avverarsi, almeno per un giorno.

Grazie al Restaurant Day.

Si tratta in particolare di un evento, nato nel 2011 in Finlandia, dove viene replicato per quattro volte l’anno, e che ormai coinvolge, al giorno d’oggi, ben 30 Paesi a livello mondiale e circa 2700 ristoranti in 200 città, per un totale di circa 3 milioni di avventori.

Per un giorno, Helsinki si trasforma in un grande e variegato ristorante globale, dove chiunque può allestire il proprio personale punto di ristoro per offrire manicaretti a divertiti ed entusiasti clienti, sia nel caldo delle proprie cucine così come all’esterno, con tanto di tavoli e sedie, come in  un vero ristorante.

restaurant day, helsinki

restaurant day, helsinki

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L’evento è anche l’occasione per scoprire la cucina nordica, che tanto ci ha interessati negli ultimi anni, e che sulla scia del Noma di Renè Redzepi è tutt’ora gradita e apprezzata.

Non sarà Copenhagen, non sarà la Danimarca, ma Helsinki resta una delle mete più ambite dai novelli buongustai che intendono scoprire una cucina a base di pesce, bacche, erbe e muschi. Non per nulla, nella capitale finlandese, che conta solo 600.000 abitanti, sono presenti ben 6 ristoranti che si fregiano delle ambite stelle Michelin.

Classico esempio di cucina finnica è quella di Filip Langhoff, chef del ristorante Ask, che programma minuziosamente le semine dei vari prodotti dell’orto, in collaborazione con i contadini locali, per avere sempre erbe e ortaggi freschissimi per i suoi clienti, che delizia con piatti quali il sedano rapa marinato in salsa alla lavanda o il carpaccio vegetale di rape e rutabaga (una sorta di mega ravanello), tutti prodotti provenienti esclusivamente dal orti a chilometro zero.

Sasu Laukkonen, altro chef stellato del ristorante Chef & Sommellier, utilizza invece solo prodotti biologici che raccoglie personalmente ogni giorno o che arrivano da vicine aziende agricole di sua proprietà, mentre nel ristorante Teurastamo, nel vecchio mattatoio della capitale, i particolari piatti finnici vengono offerti in una gradevole e colorata ambientazione, che ne fa uno dei ristoranti di maggior successo a Helsinki.

Degni di un visita sono anche il ristorante Kellohalli, dello chef Antto Melasniemi, B-Smokery, Teurastamon Portti, con annessa macelleria, il ristorante cinese Ho’s Food, nonché la struttura deputata all’organizzazione di eventi, con scuola di cucina annessa, Flavour Studio.

Oltretutto, sulla scia del successo di iniziative gastronomiche come Restaurant Day, si sta diffondendo sempre di più ad Helsinki la moda dello street-food, declinato in salsa nordica.

Potremo quindi trovare, ad esempio, i burritos con  selvaggina scandinava contornati di avocado e fagioli,  il kebab vegetariano impreziosito dalle erbe locali o la tradizionale frittura di aringhe e, infine, i (per noi) esotici burger con carne d’orso (…).

Non dimentichiamo, infine, che a dispetto degli stereotipi in circolazione, sono i finlandesi –non le popolazioni mediterranee– ad essere i primi consumatori di caffè al mondo, con 10 chili annui pro capite, e una pausa per un caffè caldo, nella fredda capitale nordica, è un gradito e ricorrente rituale.

Lo si potrà gustare al Café Köket, alla Galleria Keidas o ancora all’Ateljee Bar, all’ultimo piano dell’Hotel Torni, con tanto di  vista panoramica, e infine al Liberty Death o, ancora all’A21.

In conclusione, grazie aRestaurant Day, tutti potremo realizzare il sogno di aprire un ristorante ed essere chef per un giorno.

Per scoprire poi di avere a che fare con un mestiere sì creativo e gratificante ma anche duro ed estenuante, rivalutando  così –forse– il nostro comodo lavoro da ufficio e dando, tra una scartoffia e l’altra, una sbirciata a ricchi piatti e gustose vivande sul  nostro social preferito.

commenti (1)

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  1. Avatar ErreCi ha detto:

    30 paesi. In Italia, ovviamente, nisba. Dipenderà dalle norme in materia fiscale e di somministrazione cibi?