“I bar di Milano che riaprono e in cui non entrerò”: la denuncia del Presidente della Commissione antimafia

Il consigliere comunale David Gentili denuncia una possibile infiltrazione mafiosa in due bar di Milano e chiede l'interdittiva.

In questi due bar appena riaperti “io non entrerò”. Lo dichiara sul suo blog David Gentili, consigliere comunale di Milano. E a noi che ce ne importa?, viene da dire. Dovrebbe invece, perché Gentili è Presidente della locale Commissione antimafia, e con questo post intende denunciare una situazione di possibili infiltrazioni mafiose. I due locali sono il bar Blanco di Via Tolstoi angolo Savona, e il Bistrot di Corso San Gottardo 51, di fronte all’auditorium. Fanno parte di 16 locali che nel 2020 hanno subito una interdittiva antimafia: il motivo, le quote di società detenute da Antonino Gagliostro, accusato di associazione mafiosa in una indagine della magistratura calabrese denominata Eyphemos, e attualmente sotto processo. Oltre al sequestro delle quote, la Prefettura di Milano aveva disposto l’interdittiva, allo scopo di bloccare l’attività dei locali. Ch però ora riaprono.

Racconta Gentili: “A pagina 319 dell’ordinanza si legge che ‘GAGLIOSTRO Antonino, alias u mutu, in qualità di partecipe all’associazione mafiosa imperante in Santa Eufemia di Aspromonte e ancor più specificatamente alla frangia mafiosa riferibile a Laurendi Domenico, ma rivestente comunque un ruolo di rilievo atteso che fu tra i primi ndranghetisti avvisati quando Idà Cosimo effettuò nuovi riti di affiliazione’. Da pagina 319 e 320 della stessa ordinanza si evince che Antonino Gagliostro ha riportato in precedenza una condanna a 10 anni di reclusione per fatti di detenzione e cessione di stupefacente a Milano, commessi nell’anno 1996. Pur rimanendo ancora imputato nel procedimento per mafia, a marzo di quest’anno Gagliostro ha visto restituite le quote delle tre società: il 75% delle quote della società “Tolstoj srls”, che gestiva il Bar Blanco, il 50% delle quote della società “San Gottardo Bistrot snc”, che era proprietaria del bar di Corso San Gottardo 51 e il 25% della società “Le Saie Milano sas” che deteneva un ristorante in Viale D’Annunzio, ad oggi ancora chiuso”.

Il motivo? Gli avvocati sono riusciti a dimostrare che quelle quote erano stata acquistate da proventi leciti. Ma questo non toglie nulla alla pericolosità del soggetto e al rischio di infiltrazione mafiosa: una cosa, argomenta Gentili, è sequestrare un bene ottenuto con una attività criminale, altra cosa è sospendere un esercizio commerciale perché gestito da criminali, e quindi in grado di finanziarne le attività anche se è lecita in sé. “Nel frattempo, il Sig. Antonino Gagliostro ha ceduto le sue quote in Tolstoi srl e in San Gottardo Bistrot snc. Le stesse società con differente compagine societaria, hanno presentato SCIA di inizio attività di somministrazione di alimenti e bevande. Peccato che Gagliostro le abbia vendute alla sua convivente, già sua socia con suo fratello, prima del sequestro. I due bar hanno riaperto grazie alla convivente!”, chiude il Presidente della commissione consiliare antimafia. Che chiede ufficialmente una nuova interdittiva, e intanto annuncia una personale messa al bando di quei due locali.

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