I carrelli per fare la spesa con l’IA sono una realtà in Europa

Per la prima volta in Europa un supermercato ha adottato i carrelli intelligenti che aiutano con il budget della spesa e a non dimenticare nulla.

I carrelli per fare la spesa con l’IA sono una realtà in Europa

A Preston, città di circa 150 mila abitanti, in un supermercato della catena Morrisons sono stati introdotti per la prima volta nel Regno Unito i carrelli con l’intelligenza artificiale, chiamati “smart trolleys” (carrelli intelligenti).

I carrelli intelligenti Caper, alimentati dall’intelligenza artificiale e creati dalla società Instacart, con sede a San Francisco, registrano automaticamente ogni prodotto inserito nel carrello, ne sommano il costo e, mentre si fa la spesa, consigliano prodotti correlati. Una volta terminato, i clienti possono scansionare lo schermo del carrello invece di recarsi alla cassa. A molti tornerà in mente la sperimentazione di Amazon con i supermercati Amazon Fresh che permettevano di fare la spesa e uscire dal supermercato senza passare per la cassa, il progetto tuttavia, almeno in Europa è naufragato e l’ultimo store fisico di Amazon ha chiuso proprio nel Regno Unito nel 2025.

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I carrelli intelligenti sono già utilizzati in più di 100 città in tutto il mondo. In gran parte sono città degli Stati Uniti, qualche città in Australia e poi questo progetto britannico e la loro non è una storia così recente, anche se in Europa sono arrivati solo ora. Esistono dei paper scientifici su sperimentazioni fatte nel 2016 e la ditta che produce i carrelli intelligenti che al momento sono più usati, la Instacart, ha messo sul mercato i propri carrelli già nel 2022.

Come si possono sfruttare i carrelli intelligenti?

Il carrello è dotato di telecamere, sensori, una bilancia digitale, sistemi di computer vision, un display touchscreen e sistemi di localizzazione. Dunque si possono direttamente posare gli articoli nel carrello, magari già nelle buste per portarli a casa e il carrello li scansiona e ti dà il totale della spesa. Ma fin qui non va molto al di là di certe casse intelligenti o di quei lettori che ti porti in giro per il supermercato per scansionare la spesa e pagare tutto alla cassa senza muovere la merce.

L’intelligenza artificiale fa molto di più: attraverso il monitor del carrello interviene sul budget, avvisandoti quando lo stai sforando o proponendoti coupon e riduzioni; ti sa dire dove sono dislocati i prodotti che cerchi evitandoti peregrinazioni inutili tra i reparti e ti consiglia prodotti correlati a quello che hai acquistato per non dimenticarti nulla; ad esempio se hai messo nel carrello i coni, ti ricorda di prendere anche il gelato.

Dopo l’arrivo dei carrelli in questa cittadina inglese il mese scorso, il cliente Matthew Byrne ha affermato al Guardian che lo hanno aiutato «enormemente» a tenere sotto controllo la spesa. Byrne è autistico e ha difficoltà a rispettare i programmi prestabiliti su cosa acquistare al supermercato. «Avere sullo schermo quello che ho comprato è stato fantastico. Ho l’abitudine di prendere le cose e buttarle semplicemente nel carrello, per poi chiedermi come sia possibile che stia pagando così tanto. È stato incredibile poterlo visualizzare e vedere in tempo reale. Sono venuto qui con un budget di 80 sterline e sono riuscito effettivamente a rispettarlo».

Per il momento, le varie persone sentite dalla stampa locale sembrano essere entusiaste della cosa, l’unica voce fuori dal coro è quella di una donna, che trova questi carrelli troppo pesanti e chiede che ne facciano di più piccoli e maneggevoli.

L’interesse commerciale è enorme per i supermercati: il cliente passa circa 30 minuti davanti allo schermo del carrello, secondo Instacart. L’azienda può quindi vendere pubblicità mirata mentre la persona sta effettivamente facendo la spesa.

Insomma, il solito modo di toglierci un po’ di libertà e di semplificarci la vita tutto insieme. Dovremmo imparare a usare con equilibrio anche i carrelli intelligenti: che fatica.

 

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