I giovani lievitisti da tenere d’occhio, dal primo campionato dedicato a loro

Il primo Campionato Italiano Under 30 organizzato dall’Accademia dei Maestri del Lievito Madre e del Panettone Italiano è stato una passerella di talenti molto promettenti: ecco i vincitori e le loro creazioni.

I giovani lievitisti da tenere d’occhio, dal primo campionato dedicato a loro

In occasione del Tuttofood 2026 si è consumata una sfida profumata di futuro e di farina, dove la maestria dei giovani lievitisti italiani ha trovato il suo palcoscenico ideale. Il primo Campionato Italiano Under 30, organizzato dall’Accademia dei Maestri del Lievito Madre e del Panettone Italiano, ha infatti celebrato il talento emergente capace di reinterpretare la tradizione del grande lievitato in una veste estiva e contemporanea. Un successo che prevede già una prossima edizione.

Due giovani donne al comando

lievitato erika biancucci

Il gradino più alto del podio è stato conquistato da Erika Biancucci, ventinovenne di Sirmione e responsabile ricerca e sviluppo per Love it food: la sua creazione, battezzata Estasi, ha trasportato i giurati su spiagge caraibiche grazie a un impasto leggero arricchito da rhum, lime, ananas e cocco, dimostrando come la precisione tecnica possa sposarsi perfettamente con un approccio creativo e giocoso.

Secondo posto per Simona Gega, ventisettenne pistoiese con una solida formazione in tecnologie alimentari. Con il suo lievitato Coffea, ha voluto rendere omaggio al caffè specialty di nicchia prodotto in Colombia da una comunità di sole donne, con un prodotto in cui l’acidità bilanciata dell’arabica monorigine si è fusa armoniosamente con cedro candito, albicocche e vaniglia bourbon, creando un ponte sensoriale tra il mondo della caffetteria e quello dell’arte bianca.

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Medaglia di bronzo per Angelo Valsecchi, pasticcere di ventotto anni proveniente da Bellagio: il suo Pan Dolce Vita è stato un atto d’amore verso il Lago di Como, ispirato alla struttura del pan dolce genovese ma reso più fresco e leggero per la stagione calda. Tra i suoi ingredienti spicca l’achillea, un’erba balsamica delle sponde lariane, unita a fichi bagnati nell’amaro Taneda e noci caramellate. Non temete: ritroverete questi nomi quando inizieranno i lavori per la nostra inesorabile classifica dei panettoni 2026.

Oltre ai vincitori, la finale ha visto confrontarsi una nuova generazione di artigiani che hanno raccontato l’Italia attraverso i loro impasti. Giovanni Di Pietro ha celebrato l’Abruzzo con olio extravergine, miele millefiori e gin del Gran Sasso nel suo Botanico, mentre Vincenzo Franciosa ha racchiuso le sue radici lucane nel lievitato Luca-mia, utilizzando il peperone crusco e la pera signora. C’è chi ha guardato all’Oriente, come Lucia Morone con Incontri in Oriente, e chi ha puntato sull’avanguardia visiva, come Manuel Cocco con la sua pesca nera al carbone vegetale.

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L’evento ha visto anche la partecipazione di giovani talenti come Anna Iaboli, che ha proposto il suo “Giardino Mediterraneo” al basilico e fragoline, e Giorgio Maiorano, che ha unito caffè e mango in un vivace mix. Non sono mancate le interpretazioni territoriali montane di Alessandro Mariabelli o quelle più balneari come nel caso di Alex Pagliai e Salvatore Puglisi, che hanno portato in gara i profumi della Versilia e della Sicilia.

Questa competizione ha segnato un passaggio generazionale fondamentale, confermando che il futuro della lievitazione italiana è in mani capaci di unire il rigore del lievito madre vivo alla voglia di esplorare nuovi orizzonti del gusto. I primi tre classificati avranno ora l’onore di partecipare alla prestigiosa Notte dei Maestri del Lievito Madre a Parma, portando la loro visione giovane tra i grandi nomi del settore.