Noi ve l’avevamo detto in tempi non sospetti, che i Me Contro Te sembravano muoversi con i loro contenuti in bilico su un filo sottilissimo tra intrattenimento e pubblicità, in un universo molto poco regolamentato sul tema (e velocissimamente in divenire) come quello del web, e nei confronti di un pubblico particolarmente fragile e proprio per questo fortemente da tutelare, i bambini.
Eppure, nulla si è mosso, e ancora oggi i Me Contro Te di tanto in tanto amano spingere i nostri figli da McDonald’s (che pare essere uno dei loro posti del cuore), fosse anche per prendere un Happy Meal firmato K Pop Demon Hunters, scomodando per l’occasione anche un gruppo di cosplayer da portare con sé al drive thru.
Poco o nulla e cambiato, da quel 2021 in cui per primi evidenziammo il tema dei panini del fast food che entravano nella testa dei nostri bambini attraverso i video viralissimi dei Me Contro Te, senza che nessuno regolamentasse i messaggi e la pubblicità nei confronti dei minori, come invece accade in televisione.
Da allora, poco o nulla è cambiato. Del tema si è occupata qualche tempo fa anche Selvaggia Lucarelli, e oggi – dopo il matrimonio a pagamento, che insomma, non sembra neanche essere la cosa più discutibile della loro carriera – torna di attualità, visto che un’associazione ha appena portato in tribunale Luì e Sofì (così si chiamano i Me Contro Te) accusandoli di praticare sul loro sito pratiche commerciali aggressive nei confronti dei bambini. Ma va’?
Come mai i Me Contro Te sono in tribunale?
Che poi, a finire in Tribunale non sono esattamente i Me Contro Te. E meno male, ché altrimenti vedremmo le aule del palazzo giudiziario di Palermo stracolme di bambini che li aspettano. Perché sì, ai bambini i Me Contro Te piacciono, e pure tanto, e alla fine non c’è neanche troppo di male, è inutile che ve la prendiate con i genitori che non gli hanno mostrato modelli di riferimento migliori. Pure voi guardavate i cartoni su Mediaset, e vi bevevate qualsiasi cosa vi dicesse la tv commerciale di Silvio Berlusconi, giusto per dire.
Proprio per la loro mancanza di malizia, i bambini andrebbero tutelati maggiormente nei messaggi che ricevono e, nel caso sia una notizia, non sempre i bambini fanno quello che dicono loro i genitori di fare. Per quanto, appunto, avere un idolo, o essere un fan di questo o quell’altro personaggio, non è di per sé una colpa, se poi questo non significa essere riempiti di messaggi commerciali. Perché è questo sostanzialmente che succede secondo l’associazione Consumerismo No Profit, che ha depositato il 14 settembre 2026 un ricorso al Tribunale di Palermo chiedendo ai giudici di ordinare la cessazione di alcune pratiche commerciali sul loro sito e sulla loro app, tramite la quale si accede allo shop per acquistare i gadget della coppia senza che ci sia una netta separazione tra i contenuti ludici e quelli commerciali.
I Me contro Te e McDonald’s
Appunto, c’è da dire che anche noi a suo tempo mettemmo in luce il potenziale rischio della presenza di messaggi commerciali nei contenuti dei bambini, che per legge dovrebbero esserne tenuti al riparo.
E invece il web era pieno di contenuti di Luì e Sofì al McDonald’s, o a casa loro con i panini del McDonald’s, tanto che i miei bambini – allora chiusi in casa causa Covid come tutti – arrivarono a chiedermi un Happy Meal, e io a chiedere loro dove mai ne avessero sentito parlare, visto che un Happy Meal non l’avevano mai visto. La risposta, ovviamente, erano i Me Contro Te.
Ai tempi del nostro articolo, McDonald’s aveva tenuto a precisarci immediatamente che loro i Me Contro Te non li avevano pagati per fare pubblicità. Che, insomma, era una loro iniziativa individuale. Ok, ma allora perché non prendere provvedimenti nei confronti di chi utilizza il marchio per veicolare un messaggio ai bambini che può essere abbastanza chiaramente riconducibile a un messaggio pubblicitario, quando la pubblicità ai bambini è regolamentata pressoché ovunque – tranne che sul web, off course – in maniera abbastanza chiara e netta?
Anche perché nel frattempo i Me Contro Te non hanno mica smesso di pubblicare felici gli Happy Meal sui loro canali: l’ultimo contenuto a tema e di due mesi fa. E anche quando il McDonald’s non è protagonista, rientra nei contenuti dei Me Contro Te dalla finestra, come quando i due si sfidano a vivere in automobile per 24 ore e dove possono finire a mangiare se non al drive thru, oppure quando Luì deve mangiare solo cose gialle e cosa c’è di più giallo del logo di McDonald’s.
Insomma, va bene così,